GETTA LA TUA RETE

Fare o non fare. Non c'è provare.

“Questa nevrosi di raccogliere ricordi e gettarli nella rete mi mette tanta tristezza.”

Quante volte avete letto o ascoltato questa frase e concetto?

Magari anche da amici.

Vero o falso?

Oggettivo o soggettivo?

Ora per 2 minuti estraeniamoci che siamo in area social.

Facciamo finta che non siamo nel 2024

O meglio, facciamo finta che, per fare nomi a casaccio, i Pink Floyd dopo aver scritto “wish u were here” dedicata al compianto syd barret, non l’avessero pubblicata perché non volevano darla in pasto alla massa.

o se john lennon avesse cantato imagine solo alla sua yoko.

se gli eagles dopo aver alloggiato nell’hotel California non ne avessero reso partecipe il mondo o ancora per cambiare forma di espressione artistica se capolavori di pittura o letteratura, fossero rimasti nei laboratori e librerie dei loro artefici.

Bizzarro nevvero, restare e vivere di nulla, nessuno condivide nulla, dunque niente gira più, andiamo tutti come automi a parlare di cosa? 

Del tempo, delle 4 stagioni che non esistono più, del cambiamento climatico.

Di nulla, perché nulla più sarebbe fruibile, fermo nel proprio egoismo, quel che mio è mio e tu +  non dimandare sulla donzelletta mia che tanto gentile e tanto onesta pare, perché equivarrebbe a spiattellare al mondo, i fatti miei.

Come anche la setta dei poeti estinti, che a detta del Prof. Keating, capitano mio capitano, scrivevano poesie per rimorchiare le ragazze.

pensa se queste riflessioni non avessero avuto eco.

Se non fossero passate alla radio, se non fossero state suonate sui giradischi alle feste tra amici o se non fossero andate nelle sale cinematografiche prima e sui VHS nelle case dopo.

Per carità Cristiano scendi pure da sti 3 metri da terra e torna in mezzo a noi.

È chiaro a tutti che è una provocazione?

No perché non vorrei che una tanto improvvisa quanto insensata popolarità,  mi portasse a leggere qualche commento all’atropina che ci impartisca lezioni sul buono e giusto vivere. 

Ma tutto questo oggi viene appiattito, perché spiattellare storie ed emozioni mette tristezza a taluni 

Mah!

Allora sai che facciamo?

Un bel sondaggio.

Come fecero gli U2 quando si esibirono in uno dei loro primi concerti dublinesi, quando ancora non erano le stars che sono diventate.

Quando uscirono dalla cantina e dalle feste in parrocchia ed iniziarono con una frase che ancora oggi spacca ma prima dicendo: 

“se questa canzone non vi piace non la suoneremo più!”

Giretto di chitarra elettrica di Edge e via con I can’t believe the news today.

Una frase banale comune di quelle che si dicono sul treno dei pendolari come questo su cui mi trovo ora mentre scrivo e la persona seduta qui dietro di me parla ad alta voce dicendo.

Non potevo credere al radiogiornale oggi.

Amico mio tienilo per te e per noi tuoi vicini di convoglio, non spiattellarlo in rete perché a taluni mette tanta tristezza, imbarazzo ed altri appellativi forbiti che non conosco.

Ma ci tiene a divulgarlo il nostro saccente compagno di viaggio che tiene banco su questo vagone assonnato, di questo treno, che è molto pieno e va lento verso il futuro.

Tra 2 minuti è quasi Termini 

è quasi amore.

è quasi gettare in rete.

Sebbene qualcheduno lo riterrà patetico, ho deciso di non provarci

ho deciso di farlo.

io lo getto in rete.

“La vita non è quella che uno vive bensì quella che uno si ricorda e come se la ricorda per raccontarla”

Gabriel Garcia Marquez 

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