83 – LE 2 VITE DI MOMI

OVVERO FIX YOU

E’ dedicata a tutti coloro che hanno perso qualcosa e che si sono dovuti interfacciare con gli eventi immodificabili della vita. Con il suo destino, spesso beffardo e cattivo

San Francisco, 16 giugno  2014

Miami, New Orleans, London, Berghem and Berlin cantavano gli U2

Non era proprio così al posto di Berghem c’era Belfast ma questa storia inizia da Bergamo, passa per Londra, poi Bermuda e torna a Bergamo, dopo altri innumerevoli giri, pertanto con buona pace di Bono Vox, questa è la triste storia di un amico 

Maurizio, Momi per gli amici.

Ricordi dov’eri tu il 16 giugno 2014?

Impossibile ricordarlo ma magari qualcuno ha legato una ricorrenza piuttosto che un evento a quella data.

Un compleanno, un matrimonio improbabile, a meno che qualcuno dovesse aver deciso di sposarsi di lunedì.

Io, ripassando le diapositive della mia vita, posso dire che probabilmente mi trovavo in ufficio a via Parigi, a lavorare in un improvvisata anteprima del mio impiego odierno 9 anni dopo, a buttare dentro prenotazioni.

Chissà un presagio? 

O forse in altro indaffarato tipo visite specialistiche pediatriche al bambino Gesù o altre visite al policlinico tor vergata anch’esso ancora oggigiorno meta di pellegrinaggio.

Maurizio lo sa dove era il 16 giugno 2014.

Era da solo, steso a terra nella sua stanza di albergo a San Francisco.

Colpito da ictus, iniziava la sua seconda vita se così la si può definire.

La prima vita di Maurizio e la mia s’incrociano nel 92 a Londra in quel di Queenstown Road, viavai di razze, etnie e gnagna.

Obnubilato dalla gnagna, Maurizio porta dentro Queenstown road Linda scozzese.

Che era pure figa ed intelligente però si fa ricordare solo per quella volta che scese le scale del flat mentre noi si giocava a carte in sala ed andò dritta in cucina ad impugnare un coltello da cucina, per la telefonata notturna intercontinentale di 4 ore a Città del Capo o Johannesburg a spese nostre e per la nostra vendettina, portando via il suo passaporto in viaggio con noi in south east Asia.

Dopo Londra e dopo Bermuda,  Barra 61 – TE LE DO’ IO LE BERMUDA, ribecco Maurizio indaffarato con la western union e l’ambasciata del Ghana, dove lo accompagno un paio di volte nelle sue discese a Roma.

Poi di nuovo USA; 

Aveva coronato il suo sogno progetto ed ottenuto il passaporto blu con l’aquila sulla copertina.

Mentre noi leggevamo le lonely planet south east Asia, lui cercava la guida pratica “how to live & shag in the U.S.A.”

San Francisco, Waikiki alle Hawaii, Sarasota Florida e poi di nuovo San Francisco e tutti questi spostamenti me lo fanno perdere dal radar.

Poi arriva quel giugno 2014

Cosa facevo io giugno 2014 dove festeggiavo il mio compleanno?

Compivo 45 anni solo 4 giorni prima dell’ictus di Momi.

Non ero ancora Direttore del Barocco.

Lo sarei diventato solo 14 mesi dopo.

Dove stavo in ferie quella estate?

Era la prima estate de La Villa Del Re.

Matteo aveva 8 anni

Matilde ne stava per compiere 5

Andammo una settimana al camping Settebello, come di consueto tra fine agosto ed inizio settembre.

A mia insaputa Maurizio era già scampato al suo ictus ischemico ma ne era rimasto menomato fisicamente ed intellettualmente.

Arrivo al gennaio 2020 senza sapere più nulla da e di Momi.  

Evidentemente per 5 anni e mezzo da giugno 2014 a gennaio 2020 non mi curo più molto di Maurizio e penso che prima o poi devo mandargli un whatsapp. una mail, un messenger su facebook e forse l’ho pure fatto ma senza curarmi od insospettirmi del mancato riscontro. Chissà se avrò anche pensato ammazza che stronzo!?

il 9 agosto è il suo compleanno.

Me lo ricorda Facebook ogni anno.

Ma dal 9 agosto 2014 il compleanno di Maurizio è diverso.

Maurizio che ricordo a Bermuda coltivava il culto del fisico.

Ricordo quel giorno prima di andare sulla sua mountain bike, fare allenamento nella stanza alloggio hotel dove io stavo a scrocco. Barra 62 – IL TALENTO DI MR. PARZIALE

ed oggi Maurizio non può più proferire parola alcuna se non un insignificante trisillabo.

capisce tutto e risponde usando la testa, tirando fuori un grugnito quando si spazientisce o soffocando un sorriso che gli è negato dal 2014 ed anche se vorrebbe ridere,  sicuro penserà: che rido a fare? 

non c’è proprio nulla da ridere.

io sto qua tra pasticche, sedia a rotelle, motorino elettrico per disabili, in una casa popolare concessami da questa società di merda.

Maurizio è vivo e capisce quello che gli altri gli dicono ma ha perso la parola e non sa più scrivere né leggere.

Pertanto non è la Barra 76 – FOREVER YOUNG  che la mia fantasia ha potuto spaziare raccontandovi e raccontandosi che i ragazzi erano sopravvissuti all’incidente del novembre 1987

Maurizio è sopravvissuto all’ictus per cui non posso inventare nulla che mi faccia sentire meglio.

Maurizio è sopravvissuto alla morte ma non è sopravvissuto alla vita che gli è stata data di vivere dopo quel giugno 2014.

OTTOBRE 2023

Si va a Treviso ?

Dice che si va a Treviso.

Dicono che da Treviso si va 1 giorno a Venezia

Si inizia a parlare di andare a Treviso

Per me andare a Treviso significa solo andare verso nord.

Andare verso nord, se si va oltre la variante di valico, significa andare a Bergamo.

Andare a Bergamo significa andare a far visita a Momi.

Momi significa riprendere una vecchia barra interrotta.

Una promessa in sospeso.

Non è che sia improvvisamente pronto a scrivere la momibarra.

Si parte da Treviso provincia e si arriva e si ritorna in giornata.

Giocoforza, si percorre la A4 Brescia Verona Vicenza Padova ed i caselli di Verona e del lago di Garda alla mia destra, rievocano anch’essi momenti di spensieratezza giovanile.

Quando eravamo padroni del mondo e credevamo, anche artefici del nostro destino.

Ognuno del proprio.

Maurizio mi ricorda che non è andata così per tutti.

Quello che accade in quelle 2 ore scarse dalle 16 alle 17.30 me lo tengo per me e per Momi.

È cosa nostra. Tra me e lui e nessun altro.

Non è una storia da dare in pasto alle barre per quel pugno di like.

Resta una foto a sancire ed a ricordarmi che l’amicizia non muore.

Restiamo noi con la nostra relazione.

Le cose che abbiamo fatto insieme.

Le cose che purtroppo non potremo fare insieme.

E chissà invece cose diverse che potremo fare insieme.

Da soli o con gli altri della combriccola di Bergamo.

E nessuno e niente potrà cambiare un sentimento, nemmeno le lacrime che quasi al casello di Montebelluna, hanno iniziato a scendere sulla mia faccia mentre quel bastardo di Chris Martin ed i suoi Coldplay attaccano il refrain finale di fix you.

Le lacrime scorrono sul tuo viso
Quando perdi qualcosa che non puoi riavere
Le lacrime scorrono sul tuo viso ed io
Ti prometto che imparerò dai miei errori
Le lacrime scorrono sul tuo viso 

Le luci ti guideranno a casa
ed infiammeranno le tue ossa
ed io cercherò di consolarti

e io cercherò di rendertela meno dolorosa

and I will try to fix you Momi.

Spin off?

Zoommate sul mio girocollo.

Notate miei occhiali da lettura.

Non sono legati al laccetto.

Il mio inseparabile laccetto.

Pochi minuti prima noto che Momi mi guarda sullo sterno.

Sta guardando il mio laccetto degli occhiali.

Gli dico lo vuoi? 

Annuisce.

Prendilo.

Ti copro di laccetti Maurì.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *