Barra 77 – CHI FU IL PRIMO?

ovvero Cronaca falsa di una storia vera

Oggi 12 settembre 2023, mia figlia secondogenita Matilde, che come ben sapete mi dà 40 anni di distacco, si reca al suo primo giorno del primo anno di ITT Colombo.

Oggi 13 settembre 2023, mio figlio primogenito Matteo, si reca al primo giorno di scuola del quarto anno di ITT Colombo.

Chiamiamola magia del ITT, il richiamo per le lingue estere, per il viaggio, per il turismo che fortunatamente è diventato oggetto della mia professione.

Quando mi si chiedeva da piccolo cosa vuoi fare da grande?

Rispondevo lavorare con le idee, con le lingue straniere ed a contatto con le persone.

Bene alla fine o quasi della storia, non sono diventato un creativo, ma le idee e la fantasia, non mi hanno mai abbandonato.

Anche ITT Colombo si accorse che la sintesi non era il mio forte.

Prolissità, divagazioni e tutto un aprire di parentesi tonde quadre e graffe senza necessariamente trovare le chiuse, non fecero di me un allievo modello, quando si trattava di scrivere temi e composizioni.

Non mi sono mai impegnato troppo negli studi e forse oggi me ne sto pentendo un pò, avendo capito che il segreto di molte cose sta nella loro CONOSCENZA.

Il fatto è che io ed i libri di scuola, non siamo mai andati d’accordo ed anche per scrivere questa barra 77 non è che mi sia impegnato chissà cosa.

Oh! Questo è il Cristiano scolastico che mi ricordo, che affronta le cose così come gli si parano davanti, che fa quel tanto o poco che basta.

Però, un anno, me ne uscii con questo in condominio con i miei compagni Andrea e Fabio come mi ricorda il foglio protocollo.

Correva l’anno 1987

Vabbè non è che posso ricordarmi proprio tutto tutto, pertanto la barra n.77 è la fedele trascrizione di un articolo che scrivemmo a 17 anni per un concorso interscuole.

A rileggerlo oggi, dopo 36 anni fa riflettere, che le barre fossero là sotto, da ben molto prima del 2021.

 

ARTICOLO N. 9

CHI IL PRIMO ?

ovvero cronaca falsa di una storia vera

 

L’arte del volo è da sempre considerato un mondo affascinante. 

Nata come irrazionale desiderio umano, si è rivelata creazione artistica tra le più belle ed ha in sé una quantità di passione tale da far dimenticare il sacrificio e la fatica del fabbricare.

Comunemente, si riconosce ai fratelli Wright, l’onore del primo volo nel 1903, con un aereo a motore pilotato, ma non tutti sanno che ben 13 anni prima, l’ingegnere francese Clement Ader, volò con una curiosa macchina di sua invenzione.

Di Ader, della preparazione e della maturazione della sua impresa, ci parla l’inventore inglese H.S. Maxim nel seguente articolo:

Londra 1895

<< Ader cominciò a lavorare al suo progetto nel 1880, prendendo a modello la struttura del pipistrello. Infatti dopo aver studiato a lungo questo volatile, l’inventore francese, si era convinto che esso rappresentasse il non plus ultra dal punto di vista aerodinamico.

Innanzitutto egli calcolò minuziosamente, il rapporto tra superficie alare e peso dell’animale, in quanto la sua macchina doveva riprodurre fedelmente il disegno delle ali del pipistrello e rispettare rigorosamente quel rapporto.

Egli chiamò la sua creatura EOLE che si presentava con 14 m di apertura alare, superficie di 20 mq e peso complessivo, pilota incluso di kg 295

Tutto era meticolosamente preparato.

Per la propulsione, aveva realizzato un motore a vapore a 2 cilindri che azionava un’elica a 4 pale di foglie di bambù irrigidite.

Dopo 8 anni di lavoro la macchina fu pronta ed il 9 ottobre 1890 venne il momento del collaudo.

Potei rilevare in Clement un velo di nervosismo.

Era teso emozionato ed impaziente allo stesso momento.

Era consapevole che 10 anni di sacrificio avrebbero potuto dissolversi in pochi attimi ma sapeva anche che quegli stessi attimi potevano coronarlo di gloria, notorietà e soddisfazione personale.

Clement era uomo molto umile, dunque il suo fine precipuo non era di raggiungere la fama, bensì di ottenere l’appagamento del suo desiderio.

Alle 4 del pomeriggio, su un prato nel parco del castello di Armainvilliers, non lontano da Parigi, Ader mise in moto il motore del EOLE e l’elica cominciò a volteggiare.

Alla prova assistevano solo pochi fidati collaboratori dell’inventore che aveva voluto circondare il suo lavoro del segreto più assoluto.

SI MUOVE prende velocità, compie un piccolo balzo, si risolleva, sta per toccare di nuovo terra e invece no!

Prende quota. Quel pipistrello meccanico vola, fluttua nell’aria per 10, 20, 30, 50 metri finché improvvisamente, la macchina ritorna a terra piuttosto rovinosamente.

Tutti accorsero verso il punto dove il “pipistrello” giaceva per assicurarsi che Ader fosse rimasto illeso.

Egli era elettrizzato per il risultato ottenuto ma purtroppo anche visibilmente deluso; il suo sogno si era avverato, tuttavia, non aveva raggiunto lo scopo che si era prefissato.

Tentò di effettuare una nuova prova ma gli fu impossibile a causa di un’avaria del generatore di vapore.

10 anni di sacrifici per soli 50 metri.

Un fiasco, direte voi, uno sprono, dico io, a fare sempre meglio nella conquista del cielo.

L’esperimento di Ader, ispirò, tra gli altri, l’opera di un inventore inglese: H.S. Maxim, già io, proprio io che vi sto parlando.

Il mio biplano, costruito nel 1894, non si levò da terra; il mio sì che fu un fiasco.>>

Roma, 18/02/1987

In realtà Maxim non passò alla posterità come pioniere dell’aviazione, bensì come inventore di una mitragliatrice che rivoluzionò la tecnica degli armamenti.

In verità Maxim non seppe mai dell’esistenza di questo articolo e siamo stati proprio noi a creare questo artificio allo scopo di mettere in risalto ciò che i libri di storia non riportano.

Infatti secondo un’ufficiosa statistica da noi effettuata, si è notato che la maggior parte delle persone attribuiscono ai fratelli Wright l’onore del primo volo a motore, ignorando il duro lavoro compiuto dai veri antesignani del trasporto aereo.

Tale opera, sebbene ancora nell’ombra, è stata fondamentale per lo sviluppo di quello che ad oggi all’unanimità, è considerato, il mezzo di trasporto di cose e persone, più veloce e più comodo.

PARZIALE CRISTIANO, ASTOLFI FABIO, RHODIO ANDREA

ROMA 18 FEBBRAIO 1987

p.s. l’articolo partecipa al concorso col titolo riveduto e corretto in CHI IL PRIMO? mentre il nostro titolo era CHI FU IL PRIMO?

Allora mi piegai, al compromesso esatto (inteso come participio passato di esigere) dai primi della classe IV A, ma oggi 23 settembre 2023, me ne riapproprio.

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