Barra 76 – FOREVER YOUNG

OVVERO INDIMENTICABILI

Novembre 1987

Un sabato notte come tanti, via Nomentana di rientro verso Roma. 

Discorsi tra ragazzi in macchina di rientro a casa a fine serata.

“O regà a forza de chiacchiere m’avete fatto perde le altre macchine.

Cico già starà a parcheggià al muretto.

E noi siamo ancora qui dietro a sto lentone qua davanti. 

Mo ar prossimo rettilineo o supero sto morto.

Si ma non distraetemi cazzo.”

Andrè frena sta curva è brutta nu ja fai, Andreee sta a arriva un cotral nel senso opposto Andreaaaaaaa”

(4 ore prima)

“Che famo ‘ndannamo che macchine piamo ?

Ok bowling sia, vai sulla Nomentum; Tor lupara, Fontenuova, Mentana: arrivati, bowling. 

Allora Erì come va co’ ‘a roscetta?

E te Fabio er principe, che dici ti rimetti co’ Vale? ho visto come vi guardate, dai che quest’estate te sei divertito ma mo c’hai 20 anni Fabiè è ora che metti a testa a posto.

E te André parli te! sei er + grande dentro sta macchina e sarti come ‘n’ape da un fiore all’altro…

“Ed io allora che dovrei dire?” irrompe  Mauro nella conversazione, “allora dovete sapere che a parità di soldi conta la prestanza del pene…è banale ragazzi ma è  così, non si spiega altrimenti.”

Discorsi tra ragazzi non ancora ventenni, 3 ragazzi del 68 + 1 di poco prima, a fare da chioccia e dispensare consigli.

All’andata ognuno in macchina accanto alla sua ragazza o quella che lui sperava potesse diventare tale.

Al ritorno mischiamo le macchine dai, Cico porta le ragazze e noi annamo co’ la 127 de Andrea. 

Se tajamo dae risate daje.

Di che parlano 4 ragazzi da soli?

Di calcio no. Di calcio si parla quando ce stanno le ragazze vicino, che ti guardano con la coda dell’occhio per vedere se lui ha notato la nuova acconciatura, il trucco più curato.

Le scarpe nuove.

Ma se non ci stanno ragazze entro un raggio di 50 metri si parla di ragazze

O almeno a 20 anni.

Adesso che di anni ne avrebbero 55, parlerebbero come quelli della mia generazione …ovvero di ?

Lavastoviglie; come si carica e come si manutiene.

Di macchine 

Di consumi energetici e carburante.

Di lavoro

Di lavori in casa

Di crescere bambini

Di aiutare le mogli nel fare le cose per bene.

Di calcio

Di un’idea per svoltare e migliorare le proprie situazioni finanziarie.

Delle proprie passioni e sempre meno di ragazze. 

Ma solo perché certe cose non si possono più raccontare alla nostra età, se non nei nostri ricordi romanzati, con le nostre memorie sbiadite come una fotografia in bianco e nero dimenticata che è riuscita fuori da una tasca di quel jeans di 3 taglie fa.

Ma le vostre foto si sono fermate a quella notte al bowling se ne avete fatte.

io non lo so, non posso saperlo, io non c’ero quella notte.

Le mie foto con voi si fermano pochi mesi prima, a quella villeggiatura a Foligno, difficile definirla diversamente.

La bicicletta, difficile definirla tale, 2 ruote con un ferro intorno e con la forcella rotta, presumibilmente riparata da Enrico.

Decido, forse con troppo cameratismo, di fare da cavia ed in discesa diventa un oggetto ingovernabile ed impazzito con conseguente rovinosa caduta sulla strada sterrata.

Il gioiellino!

Sono rimasti pochi i testimoni oculari di quella caduta e pochi possono commentare questa barra e questa foto dicendo io c’ero.

Nella istantanea eccolo Fabio Cioccio alias Principe dei ghiacci, indossare il mio berretto canadese  col quale era andato in fissa. Il selfie del piede di Mauro in basso a sinistra per entrare tutti e 6 nell’inquadratura in assenza di autoscatto.

Un altro pezzettino di me che mi lega a loro.

 

Voi 4 lassù chissà se ci avete guardato dall’alto, se ci avete ogni tanto seguito come Zemeckis con la piuma di Forrest Gump nella scena finale in campo sequenza lunga.

Tante troppe cose non avete fatto in tempo a fare, troppe spunte non avete potuto mettere sulla vostra lista delle cose da fare prima di morire.

Non sapete cosa è Facebook nè whatsapp, non sapete cos’è uno smartphone, non sapete cos’è una pandemia, un lockdown, non sapete cosa è vivere dopo i 20 anni. 

Non sapete cosa è essere padre.

Non sapete cosa sono lebarredicristiano.

Ah sì? Lo sapete ?

Ah siete incazzati perché ho scritto di Londra, di naia, di calcio, di famiglia, di concerti, di viaggi, di lavoro e non ho scritto di voi?

Hai scritto di Marisa, di Francesco, un po ‘ di Emilia, pure di Marco morto al rientro di un Samp Roma del 83 e di noi un trafiletto ed una foto sbiadita a Foligno?

Avete ragione.

Ma mi sono a lungo interrogato su come dovesse essere la vostra barra.

Non sapete quanto avrei voluto essere con voi in quella macchina e gridare André sticazzi, arriviamo un pò + tardi a casa; un pò più tardi al muretto.

Ma ci dobbiamo arrivare, dobbiamo passare questa sliding door, non è oggi che moriremo.

Eccola qui la vostra barra.

Andrea Fabio Mauro Enrico.

Non siete morti quella notte.

Con un pò di culo, si ve la siete vista brutta quella notte, avete sudato freddo ma ne siete usciti illesi, qualche graffio e cicatrice ancora a ricordarvi  lo spavento.

Alla fine chi non ha avuto un incidentino, io coi miei motorini e scooteroni.

Con l’hexagon quella notte bagnata all’incrocio via Anagni – via Tor de schiavi. 

Sarei morto in condizioni normali e pensate come sarebbero cambiate tante vite senza di me dopo i 28 anni. 

Già! ne avevo solo 8 di più di voi al momento del reciproco incidente ma io ho avuto culo oppure era scritto così. 

Allora lebarredicristiano servono anche a riscrivere la nostra storia;

daje rega scriviamoci sul gruppo whatsapp der muretto.

Organizzamo ‘na pizza a San Lorenzo, ‘na bira all’Old West, ‘na passeggiata ar Pincio coi motorini, passando pe’ er muro torto e di rientro ‘ngelato da Fassi ed ancora sperperare il poco residuo della paghetta nella vicina sala giochi.

Chi viene regà? 

Enrico: “no nun posso. parto con Cico per l’Africa.”

Cioccio: “boh nun lo so. domani me alzo presto per un raduno di ex ufficiali della Marina militare a Genova.”

Andrea: non lo so devo accompagnà mi fijo a giocare a pallone.”

Mauro, Mauro dai almeno tu !

“Ma io non lo so se vengo; la stronza che è la mia ex moglie non me tiene i bambini.”

Vabbe regà,  ognuno in fondo perso dentro i fatti suoi però non perdiamoci di vista almeno qui su whatsapp.

Cristià, ma che è sto uozzap dentro sta scatoletta nera piatta che c’avete sempre in mano?

“È un oggettino che serve a tante cose ragazzi; ed oggi a me, serve a ricordare voi.”

Per sempre.

2 commenti su “Barra 76 – FOREVER YOUNG”

  1. Ogni attimo di vita vissuta è un pezzo di esistenza in meno , avere la consapevolezza del tempo che passa fotogramma per fotogramma è solo roba da barre di C……… O

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