Barra 75 – TEMPTATION HOTEL

OVVERO IL FALO' DI CONFRONTO IMMEDIATO

Chi non ha mai criticato l’azienda per la quale lavora scagli la prima pietra.

Non vedo pietre volare sopra la mia testa, pertanto che questa barra abbia inizio.

Immagino io sia cambiato o forse no, io sono rimasto troppo uguale a me stesso ed il mondo è andato avanti.

L’annoso dilemma se il progresso è sempre positivo o se gli anni ottanta erano così favolosi come noi li si ricorda con quell’inguaribile nostalgia.

Quando ero piccolo io, era tutto un tripudio di celebrare gli anni 60, il boom economico, la Cristoforo Colombo e le 500 con la cappottina, incolonnate verso Ostia coi suoi stabilimenti balneari.

La nuova pineta, la vecchia pineta, il kursaal con il suo scivolo d’acqua.

La cabina coi primi bacetti sulle guance alle bambine, coi pomodori ripieni con riso, coi non vi fate il bagno prima di 2 ore che siete in digestione.

Erano gli anni 70, la crisi energetica, gli anni di piombo, il rapimento Moro, l’inflazione alle stelle, i tassi dei mutui al 15%.

I Beatles si sciolgono e già il decennio parte molto male.

Ma John Paul e George continuarono a regalarci perle mentre Ringo restò indietro.

Ed eccolo il nostro Cristiano in un mondo di John e di Paul (cit.) ritrovarsi dal 2023 un pò come Ringo Starr.

Siete pronti per un nuovo viaggio nei sentimenti per il proprio lavoro?

Passione per il proprio lavoro; un privilegio.

La frase che mi ha sempre accompagnato, una delle poche frasi originali marchio registrato Cristiano:

“Ho sposato prima il Barocco e poi mia moglie.”

Cristiano del Barocco come ormai fosse impresso sulla mia carta d’identità al posto del mio cognome.

La storia del barocco e delle barre iniziano ad incrociarsi già dalla barra n. 1 quando le nostre vite erano appese ad un cloud, la 7 che ormai quasi si perde nel conteggio.

In mezzo altre 60 e passa barre.

Barra 13 il sorpasso, 34 blah blah blah, 15 i ventisette anni in Tibet, la 37 di un Ferragosto di rigurgiti intestinali.

Ho già di gran lunga passato quel momento della tua vita, quando conti gli anni che hai vissuto e conti che più della metà l’hai passata a lavorare dentro la stessa azienda.

Tra pochi mesi comunque esattamente a gennaio 2024, saranno i miei 30 anni in un’azienda che ha cambiato pelle, anima persone, timonieri e mozzi, nomi e ragioni sociali, ma che fino ad un certo punto ha messo in cima alla sua piramide l’individuo.

Cristiano vogliamo fatti, aneddoti, non parole al vento come fiamme libere.

Bizzarro cara coscienza che tu usi proprio la metafora del fuoco.

Come si fa a spiegare che nel 2005 mi va a fuoco casa fresca di 5 mesi da fine lavori di ristrutturazione …avete letto bene non stropicciatevi gli occhi per RiLeggere.

Quante persone conoscete che gli è andata a fuoco casa?

Ecco oggi ne conoscete uno o uno in più.

Dunque, non vi racconterò di come la mia casetta andò in autocombustione, perché ad oggi nessuno ha saputo dare una spiegazione diversa da un corto circuito elettrico, anche il perito dell’assicurazione l’ha presa per buona.

Ed il perito dell’assicurazione mi ricollega alla mia azienda. 

Con casa ancora coi fumi semi spenti, coi vigili del fuoco che salutano dicendo: non c’è più niente da fare qui per noi.

Non prima di avermi spaccato con un’accetta, uno degli infissi della sala, per far defluire il fumo ed il calore.

Ancora prima di rendermi conto di ciò che mi era successo, penso di chiamare il lavoro, anzi non chiamo la reception come quando uno ha il mal di gola, le placche ed un raffreddore che anticipano la febbre, bensì chiamo il sommo, l’unico, l’irripetibile immarcescibile direttore.

Su nessun altra persona questo titolo si appiccica meglio che su di lui ovvero IL Direttore.

Cristiano stai tranquillo che ormai quel che è stato è stato e chi è stato non è; scusate mi è partito il Giovanni Lindo Ferretti che è in me.

Fammi avere il nome dell’assicurazione che agganciamo il perito e ti facciamo avere il massimo risarcibile.

E dice il tutto con una calma che ti fa pensare, stai tranquillo ti è solo andata a fuoco casa, poteva andare peggio.

Questo pluralis non era mania di grandezza ma veramente un tema da portare al CDA della mia azienda ed attraverso relazioni ed amicizie strategiche, darmi una mano.

Vabbè anche un po ‘  mania di grandezza 

Così fu. Lo agganciarono.

Questa era la mia azienda nel 2005 ovvero 19 anni fa e questo ero io 25 anni fa, prima dell’incendio. Fu probabilmente li che la mia calvizie assunse contorni irreversibili.

Niente è per sempre tranne che si nasce e si muore e che il Barocco è stato e sarà, un porto sicuro per chi vi alloggia e per chi vi lavora dal 1991 in qua.

Non sono cose che si dimenticano, come non dimentico altri simpatici e meno simpatici dettagli dei miei 29 anni di Barocco, tipo mettere le iniziali minuscole di chi redige una lettera commerciale a firma di un suo superiore nella scala gerarchica.

Si faceva negli anni 90 e forse dopo il millennium bug, l’usanza è caduta in disuso, inghiottita, fagocitata in nome del dio progresso di cui disquisivo qualche riga sopra.

Vabbè, inutile ricordare con nostalgia quando mi andava a fuoco casa…bei tempi 🙄

I tempi appunto, ora sono cambiati, o forse sono solo cambiato io, o forse ancora no, io non sono cambiato, ed è cambiato lo scenario intorno a me.

Cris non sei tu che dal 1994 scrivi sul tuo cv che vorresti lavorare in un ambiente dinamico dove crescere professionalmente?

Intanto cresci, non farti sorprendere dal cambiamento.

non ti sei preparato al cambiamento? Problemi tuoi.

Mentre io da tua coscienza che sono, ti sconsiglierei di affrontare un altro incendio o chessò una malattia mieloproliferativa di un tuo familiare,  perché mi viene il sentore che la tua azienda, si proprio lei, la stessa da 30 anni a gennaio 2024, potrebbe non essere più là nemmeno a darti una pacca sulla spalla, e dirti “Forza Cristiano ci siamo qui noi”.

Ma forse sono solo miei pensieri.

Cattivi pensieri che presto svaniscono

Finché ci sarà almeno una persona che genuinamente mi regalerà un sorriso nel vedermi ed essere genuinamente contento di lavorare con me, perché ciò potrebbe comunque arricchirlo, allora, ancora si può fare.

C’è ancora spazio e tempo per spegnere anche questa 30esima candelina ed ancora con lo stesso entusiasmo e voglia di crescere professionalmente come quel gennaio 1994.

Altrimenti Filippo, chiedo il falò di confronto immediato e ci chiariamo una volta per tutte.

Ripensandoci Cristiano, visti i precedenti piretici, lascerei perdere le fiamme libere, siano esse candeline su una torta o ancora peggio, un falò sulla spiaggia,

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