Barra 66 – L’ultimo alzabandiera

Ovvero su e giù per la via Emilia.

10 mesi a Bologna segnano un altro pezzettino di vita da ricordare, tra discese ardite nella nebbiosa val padana e le risalite sui colli bolognesi e gli appennini tosco emiliani, nei viali che delimitano il centro storico, Beppe Maniglia con la sua moto musicale a vendere i suoi CD a Piazza Maggiore, scorpacciate di garganelli (tipica pasta corta attorcigliata), il Dall’ara, ma quando ci fu Bologna Roma, ero comandante della guardia alla polveriera di Noceto.

Era il 30 dicembre 89, la partita dell’infarto di Manfredonia.

Nessun pericolo per me: la passo indenne attraverso le nebbie stile coltre bianca che non vedi la tua mano se allunghi il braccio in posizione da selfie; giovane carino ed alla fine congedato e disoccupato. Le notti magiche sullo sfondo si fermano  quando Diego crea calcio e Caniggia tramuta l’uscita di Zenga, da avventata in improvvida e conseguente lotteria dei rigori persa.

Tra il mondiale del 90 e quello del 94 la mia Londra, quella di britorbritoutyou.

A chiudere la prima stagione di britorbritoutyou  ricordate Endgame  barra 20?

I guess not.

La Barra n. 20 Endgame ovvero 46 barre fa.

Cazzo Cristiano ne avevi di cose da dire!

Come in endgame sciorinavo didascalicamente una lista di luoghi, cose, persone completamente slegate tra di loro ma sotto lo stesso cielo di Londra, La via Emilia, l’ultimo alzabandiera, ripercorre lo stesso canovaccio. 

Luoghi insignificanti decontestualizzati singolarmente, come la discoteca Living di casalecchio di Reno; il lunedì appuntamento fisso a fare il record mondiale di Alli Galli, a cercare con lo sguardo la tipa e puntualmente non riuscire ad attaccare bottone.

La capannina, storico locale della dolce vita bolognese, la pizza a San Lazzaro di Savena, le esercitazioni a Poggio Renatico, gli ordini pubblici alle elezioni a Reggio Emilia e Ferrara, anche là con strascichi a coda per rivedere le ragazze conosciute ai seggi, nei giorni di libera uscita.

La nebbia bianca pastello una notte sull’autostrada, ospitare a dormire nel mio alloggio in caserma, il mio amico Andrea, per andare la domenica mattina a Cesena ad andare a vedere Cesena Roma, uno dei più brutti 0-0 dell’era coach Radice.

Inclusa rapina finale sfiorata, con Bruno Conti a divorarsi un gol al 90°.

Andare con la Y10 dello sten Mauro Perotti che era di picchetto, al quale scroccai anche la divisa da alto ufficiale di gala, all’evento del circolo ufficiali di Bologna.

Altre storie;

Un ricordo del caporal Gallo riaffiora da un messenger. Pare che un vinello autoctono aggressivo calabrese, una notte di mezza estate, mi stese a tal punto da farmi marcare visita il giorno seguente. Non ricordo l’aneddoto pertanto può avere un fondo di verosimile.

La panda bianca che avevo preso in prestito dal caporale Fabrizio Parziale, chiestami a mia volta in prestito dal cap. Moschella, per andare lui, stavolta, dalla poliziotta locale conosciuta al seggio di Reggio Emilia.

Lo sapete tutti per cosa è famosa Bologna?

Tortellini ed altro che finisce per ini e le donne bolognesi rispondere “ma cosa sono le turtlein?”

Che leggerezza. Bologna La Grassa.

E siccome nulla accade per caso, in queste settimane, nuova allerta meteo sulla via Emilia, già inondata da nubifragi, chiusa in diversi tratti tra Bologna, castel bolognese e Faenza.

A Faenza abitava il nostro capo stecca ufficiale tenente presto a diventare capitano Buscaroli, un emiliano doc ai miei occhi di ragazzo e poi Faenza, mi riconduce che il 30 aprile era il compleanno dell’ing. Enzo, romano verace ma sulla sua carta identità nato a Faenza, è un’impronta che con voli pindarici fantasiosi e creativi, ricollega il periodo Bolognese ed il mio approdo al Barocco nel gennaio 1994.

Siamo forse pronti a navigare nelle acque agitate di piazza Barberini e strade limitrofe, dove io, da giovane receptionist a resident Manager, alla stessa stregua di decine di migliaia di ospiti ogni anno, hanno trovato negli ultimi 32 anni, e continuano oggi e continueranno ancora domani, ad attraccare in un porto sicuro ?

E siccome ancora una volta nulla accade per caso, provate ad indovinare dove gioca oggi la Roma. Non ci credete vero? Nemmeno io.

…e torna a riecheggiare quel simpatico motivetto che fa NA NA NANNA NA NA NANNA  ma ma ma quanto è bello andare in giro per i colli bolognesi ?

 

Spin off

Settembre 1990, le notti magiche si sono fermate ai rigori, mi sono congedato e sono tornato alla mia casa di Cinecittà.

Ritrovo i miei amici per uscire la sera, scorribande in auto sulla Colombo a cercare l’onda verde perfetta ma invece becchiamo tutti semafori rossi.

Si sbircia dentro le auto accanto, che impazienti, indugiano sulle frizioni, pronte a scattare al verde.

La macchina accanto parte prima della nostra ma dico al mio amico alla guida: “insegui quella macchina, c’è una persona che conosco”.

Gianluca, ci avevo fatto le elementari alle suore a Pietralata insieme e che avevo ritrovato al corso AUC a Cesano ed ora lo inchiodo in mezzo alla Colombo.

Ci abbracciamo come fidanzati. Non esistevano i cellulari, no accounts social, ho riperso Gianluca Giuli e magari se legge questa barra qualcuno che lo conosce…non posso più fare su e giù per la Colombo.

Ammaina bandiera.

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