Barra 65 – IL CIELO SOPRA BOLOGNA

ovvero generale queste 5 stelle

 

Ma quanto mi piacciono i film? E quelli che iniziano con la fine? O quelli con ripetuti flashback che ti portano indietro ed improvvisi flashforward che ti proiettano nel futuro, fino a che non ci si ricorda più in che momento si svolge il presente.

Quentin Tarantino ne è il massimo esponente.

Anche C’era una volta in America di Sergio Leone non scherza mica.

E se volessimo estremizzare, anche Robert Zemeckis con la triade di ritorno al futuro.

La barra 65 è un pò così e vede il mio stesso io in abiti civili, davanti all’ingresso di una caserma dell’esercito italiano a via Carlo Marx a Bologna.

Dev’essere circa il 1999 credo..

Mi sono congedato da 9 anni.

Suono. Aprono. Parlo con l’ufficiale di picchetto, non mi fanno entrare oltre il piazzale antistante l’ingresso, ma tanto mi basta, e mi va pure bene che non mi abbiano segnalato alla antiterrorismo.

Chiudo gli occhi e sento voci familiari, suoni di anfibi e tacchi di scarpe di cuoio che sbattono.

Il rito:

il tenente presenta il plotone al capitano, il capitano presenta la compagnia all’ufficiale più alto in grado ed infine l’ufficiale presenta il battaglione al comandante Ten. Col. Chiavarelli.

37° battaglione Ravenna a posto. Battaglione attenti.

Alzabandiera.

Pa pa ra pa pa pa pa pa pa paa.

 

Riapro gli occhi e si è fatto settembre 1989.

il 135° corso auc è  finito e mi trovo nello stesso piazzale 10 anni prima.

Gabriele del plotone controcarri come me, è stato assegnato alla stessa destinazione, Paolo mortaista anch’egli in 2nda compagnia Ponte di Goito, il quale scopro avesse frequentato la scuola media Rodolfo Lanciani mentre io stavo nell’attigua Aurelio Saffi.

Aurelio Saffi un patriota del risorgimento italiano, delfino di Mazzini.

Alessandro ed Ilario delle compagnie fucilieri assaltatori, conosciuti di striscio al corso.

I nuovi 5 acquisti del 37esimo btg Ravenna da Cesano a Bologna.

Devo dire che a differenza del metodo clientelare da prima repubblica di ingresso al corso AUC, la destinazione a reparto ha seguito un criterio meritocratico, nel senso che le preferenze espresse dai singoli, hanno rispettato l’ordine di classifica di valutazione di fine corso.

Se ricordo bene io avevo scritto Bologna, Montorio Veronese e credo Brescia come terza scelta e Bologna fu.

Ad accoglierci, come dimenticare, un poco sobrio cap. De Cicco, che ci fece subito capire che non eravamo più alla scuola bensì nella caserma dei grandi, dove ogni nostro piccolo errore sarebbe stato stigmatizzato e tradotto in multa, da saldarsi andando a rimpinguare la vetrina degli alcolici del circolo ufficiali.

Batman Pasquali e Robin Parziale, ci affibbia questo simpatico nick il tenente comandante della compagnia del Genio.

Arriverà solo dopo, il cap. Moschella a chiamarmi “stellina” in tono sarcasticamente amorevole. 

Amore odio col capitano Moschella ma un bel tipino che mi ha inculcato parecchie nozioni militari, senza lesinare cazziate storiche.

Arriviamo giusto in tempo per un’indagine interna, qualcuno si era fatto male al campo pochi giorni prima del nostro arrivo.

Se ricordo bene un ACM ribaltatosi con a bordo militari.

Il tempo di salutare lo scaglione in congedo arriva finalmente il mio scaglione, i miei uomini/ragazzi, il mio plotone controcarri nella mia compagnia Cobra. 

Erano in maggioranza ragazzi toscani, tanto che alle esercitazioni ai campi sembrava di essere in maremma ad allevare butteri.

Tra i nomi non posso non notare un Parziale Fabrizio…omonimo di mio fratello che se non fosse stato che aveva già reso i suoi servigi alla patria, anch’egli da ufficiale di complemento come me, 5 anni prima (111 AUC), sarei sobbalzato di stupore.

Fabrizio viene da Livorno e scopro poi che ha una sorella di nome Cristiana.

Non me l’ha mai voluta far conoscere; già mi immaginavo una liaison sentimentale tra Cristiano Parziale e Cristiana Parziale senza scaturire nell’incesto.

Sarebbe stato un interessante esperimento. Soprattutto perché la ricordo carina dalle foto.

In realtà una ragazza a Roma già ce l’avevo, ma sarebbe durata poco oltre la mia partenza.

Già! il corso AUC ha il potere di farti sentire un superuomo, Bologna e dintorni, può saper farti vacillare in quanto a distrazioni e poi come dissi al colonnello responsabile alle selezioni nella barra 63, oltre per la patria, ero qui per i due milioni e 400 mila lire di salario che i primi mesi erano con mia piacevole sorpresa addirittura 2 e 8 per un calcolo di tasse bla bla cose noiose..e Aurelio Saffi muto. 

Scherzo ovviamente. Grande rispetto per tutti i padri fondatori della nostra Italia.

Il primo stipendio mi valse l’apertura del mio primo conto corrente bancario al credito romagnolo.

Emilia Romagna: tanta Emilia, poca Romagna. 

Ricordiamo picchetti d’onore a Marzabotto per commemorazione di persone uccise dai nostri ex alleati teutonici nazifascisti. Bruttissima pagina quella di Marzabotto, un rastrellamento di innocenti durato mesi, costato oltre 700 vittime civili e non scordiamoci che ciò succedeva solo 80 anni fa, cioè solo una 25ina di anni prima che io nascessi.

Cioè mio padre aveva 10 anni.

Abbiamo ancora dei testimoni viventi che possono raccontare quei giorni del terrore. E così anche io spero di partecipare nel mio piccolo, a commemorare una storia che non deve ripetersi.




Bergamo in una festa dell’esercito, esercitazione al poligono nelle vicinanze di San Marino, con un colpo di mortaio non ben assestato che ne hanno scritto i giornali locali il giorno dopo.

2 volte comandante della guardia alla polveriera di Noceto, alla prima ci ho festeggiato il capodanno sotto una coltre di neve.

La seconda in maniche corte invece.

Passeggiate a Bologna centro, a bere una birra al Roxy bar, a corso indipendenza dove una domenica mattina piovosa sotto i portici, incrociai un Lucio Dalla qualsiasi in sella alla sua bici.

Le fughe il sabato alle 12 per prendere l’intercity che in 4 ore ti portava a termini o a steccare benza e pedaggio autostradale coi colleghi romani automuniti.

Io stavo ancora col fiat 127 lasciato a Roma.

Cosa altro? Tessere relazioni, oltre al Parziale caporale, con gli ufficiali anziani.

Enrico Eusebi, Mortaista di scuola destinato a gestire la mensa, morto prematuramente anni dopo, divorato dalla sua malattia.

Alessandro rivisto al raduno del 135° AUC al 30esimo anniversario nel 2019.

Circolo ufficiali, mensa ufficiali, ufficiale di picchetto, alzabandiera, l’alloggio condiviso non ricordo neanche tanto bene con chi.

10 mesi di Bologna restituiscono un ricordo più sbiadito dei precedenti 5.

Era l’anno dei mondiali quelli del 1990.

La regina Elisabetta c’era sempre.  Erano i mondiali di Schillaci, della stella nascente Baggio Roberto, al gol del principe Giannini contro gli Usa ero al mio secondo Noceto, quello estivo.

Notti magiche, inseguendo il congedo sotto un cielo di un estate italiana.




Sullo sfondo quella stazione di Bologna centrale che nella BARRA 35 PIAZZA MAGGIORE

quella mattina del 2 agosto 1980 interruppe la mia visione delle olimpiadi di Mosca in tv.

Congedarsi dal cap. Moschella con un retrogusto amaro, quando mi consegnò la lettera del mio congedo, la cui valutazione finale fu “sufficiente”. 

“Parziale, mica voleva mettere la firma lei?” Con queste parole mi congedò.

Sufficiente a fine percorso, dopo l’ottimo corso AUC, mi lascia un retrogusto di colui che bravissimo alle scuole medie uscire col massimo dei voti, si diploma all’esame di maturità con un poco più che sufficIente 40/60

Ah sono io. 

La mia coerenza non tradisce.

Allora tuttapposto.

Battaglione a posto…battaglione  att…enti!

Alzabandiera!

Il rito, l’inno nazionale ogni mattina così per 15 mesi. 456 giorni. Salvo quelli in licenza.

Ritengo che la barra 65 vi abbia ammorbato a sufficienza e mi congedo. Mai verbo fu più adeguato, con chissà se altri ricordi riaffiorare dal diradarsi della nebbia della bassa padana.

E chissà se alla fine, anche a 33 anni da quei 10 mesi di scorribande sui colli bolognesi, Cristiano avrà lasciato un piccolo segno del suo passaggio.

Chissà se qualcuno di quei 1000 militari che gravitarono intorno alla caserma Perotti a via Carlo Marx, riprendendo qualche vecchia polaroid in mano direbbe:

“uhh come si chiamava questo Tenente ? S.ten Parziale.

Sottotenente Cristiano Parziale, comandi.




ed allora un pensiero passa per la testa forse la vita non è stata tutta persa

tra 2 minuti

è quasi giorno, 

è quasi casa, 

è quasi amore.

cit.

 

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