55 – LE BARRE GOES TO HOLLYWOOD

RELAX

Charles Bukowski è il mio obiettivo sebbene Paul Auster sia il mio scrittore nordamericano preferito, con un occhio a Mordecai Richler, di cui ho letto solo “La versione di Barney” e l’ho trovato geniale nella sua banalità.

Scrivere cose geniali e banali allo stesso tempo è, secondo me, la più grande trasgressione narrativa.

Sarà per questo che ho iniziato a scrivere cose banali comode, ovvie e politically correct.

Per non rischiare di essere tacciato di esterofilia, cito i miei 2 romanzi italiani preferiti, di quelli che leggi da bambino e ti lasciano il segno: “Racconti romani” di Moravia e “Marcovaldo” di Calvino per poi arrivare a giorni più vicini ad oggi, “Fango” di Ammaniti.

Cosa hanno in comune tutte queste storie, con me nulla ovviamente ma sottotraccia, tutte celano quel gusto del paradosso di cui le barre sono intrise.

Ma andiamo per ordine, più o meno.

Bukowski lo cito spesso da quando scoprii che aveva raggiunto una certa notorietà ed un contratto stabile con una casa editrice ai suoi 50 anni e dintorni.

50 anni e dintorni suona nome di una stanza delle chat di Tiscali degli anni 2000.

Lo so perché frequentavo la stanza 35 e dintorni ma quella è tutta un’altra barra. 

Marisa (1978-2020), la migliore Amica di Superdani in condominio con Romi, almeno fino al 2006, per il mio 33° compleanno, mi regalò Hollywood Hollywood di Bukowski.

Perché lebarredicristiano non dimenticano coloro che hanno fatto un pezzo di strada insieme.

Le strade si sono divise nel 2006/2007 senza mai ricongiungersi finché nel 2021 non è stato più umanamente possibile ricongiungerle.

Ora di Hollywood Hollywood ricordo poco, lo lessi male, poco concentrato o forse è semplicemente passato troppo tempo.

In Bukowski apprezziamo il suo scrivere ed essere fuori dagli schemi come recita l’epitaffio sulla sua lapide. 

“Don’t try”…non provarci.

Visto che il mio epitaffio sarà “era bbono”, mi diverte pensare che io e Charles condividiamo lo stesso retrogusto per la canzonatura, sebbene lui ne ha fatto uno stile di vita oltre che il suo lavoro, io invece codardo, lo metto in prosa su una paginetta letta da poche decine di amici parenti colleghi.

Poi come spesso capita, La barra nasce da un nonnulla, da un ricordo, un’idea; 

ed allora  perchè non ricordo Hollywood Hollywood?

Riprendiamolo un pò in mano, diamogli una sfogliata, vediamo se mi alimenta qualche ricordo da tradurre in prosa, pardon in “barre”.

Eccola lì, la dedica dimenticata, che mi rimanda indietro di 21 anni; 

11 giugno 2002, eravamo agli albori del terzo millennio, qualcuno di voi, giovani lettori delle barre, era appena nato, mentre Marisa scrive la seguente dedica.


QUINDI SEI ARRIVATO AL TUO TRAGUARDO “33” GLI ANNI DI CRISTO QUINDI IL TUO COMPITO SU QUESTA TERRA E’ TERMINATO.

CHE SIA L’INIZIO DI UN NUOVO VIAGGIO RICCO DI EMOZIONI…CHE TUTTO CIO’ CHE VUOI SI POSSA AVVERARE…

Da dove nasce la mia voglia di scrivere, la voglia di dire la mia sul mio modo di vedere il mondo che ci circonda in un periodo in cui siamo circondati da brutte notizie e catastrofi.

“Ci circonda” mai verbo fu più azzeccato.

Deponete le armi e uscite con le mani in alto siamo circondati.

Lebarredicristiano (marchio registrato e depositato by mio cugino  scrittore e giornalista freelance Fabio P.) nate originariamente come articoli sul social Linkedin, si sono poi man mano evolute con inserzioni audio video foto, ma sono sempre rimaste fedeli a loro stesse, volendo essere brevi ma non coincise, non arrivare al punto se non con larghi giri di metafore e mai dare soluzioni, bensì lasciare a ciascun lettore il proprio libero arbitrio ed immedesimarsi nelle vicissitudini di Cristiano: il mondo che ci circonda con le sue contraddizioni ma con le sue meraviglie come ad esempio, la prima volta che si sale su un aereo, come non pensare alla mattanza delle circa 3.000 vittime delle torri gemelle? Andare al Paddy’s Pub di Kuta Bali a prendere un aperitivo e lo stesso bar scena di una strage di 200 vite anni dopo il tuo passaggio. 

Oppure visitare Istanbul partendo dalla centralissima Sultanahmet e poi rivederla sui TG, scena di un attentato al prezzo di 10 vite umane.

Inizialmente le avevo definite letture da treno, da metro, tragitto casa lavoro e viceversa, letture da anticamera di ambulatorio del tuo medico di base o di una visita specialistica.

Ma di recente un lettore apre nuovi orizzonti ed applicazioni:

Le barre 4.0 si leggono anche alla lunga fila della cassa al supermercato il sabato e domenica e ciò non può che rendermi felice di aver inventato uno strumento leggi mordi e fuggi, e quelli che dicono “non ho tempo per leggere”, non hanno più alibi, come neanche quelli che dicono “no io libri non ne posso leggere, non ho la costanza di finirlo” e coniuga la necessità di coloro che invece “io divoro libri tutto d’un fiato” come shottini di vodka.

Liberamente scopiazzato da Hollywood Hollywood di Charles Bukowski:

Luke il barista, si china sul bancone, mi guarda.

  • Senti non che voglia disilluderti ma sta stronzata delle barre non ti porterà a niente.
  • Tutto regolare Luke, apprezzo il tuo preoccuparti per me ma so badare a me stesso.
  • Senz’altro ma non è che è rimasto un pezzo di te da qualche parte?
  • Un giorno, in seconda o terza media, la prof d’Italiano assegnò il tema classico al rientro dalle festività natalizie: “Racconta le tue vacanze di Natale!” Lesse il mio tema in classe. 

Tutti sorrisero nell’ascoltarlo, inclusa la Prof. Nicolai nel leggerlo.

  • e allora?
  • Beh mi venne in mente che forse un giorno avrei fatto qualcosa che avesse a che fare con lo scrivere…
  • Cristià tu sei fuori di testa!

 

Cristiano: “Marisa, ho ricominciato a leggerlo”

Marisa: “Hollywood?”

Cristiano: “Hollywood Hollywood!”

Eccolo qui.

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