48 – L’ITALIA S’E’ DESTA

ovvero Sogno di una notte di mezz'autunno

Ormai alla veneranda età di 53 non posso più ambire ad essere convocato in nazionale ma tutti voi ricorderete l’anno della mia maturità calcistica, quando avevo dunque 25 anni, quello del mondiale americano del 94. A quello del 2002 dovetti rinunciarvi per l’infortunio in scooterone sulla sdrucciolevole via tor de schiavi angolo via anagni, proprio mentre tornavo da un torneo di PES nel maggio 1999. Comunque per la spedizione in Korea avevo quasi recuperato tant’è che Giovannino Trapattoni mi aveva inserito nella lista dei 40 ma alla fine propese per altri giocatori con caratteristiche simili alle mie ma più giovani dei miei allora 33 anni.

Forse i meno attenti non mi si ricordano, e li capisco, in quanto non ebbi mai la possibilità di esordire, ma ai mondiali del 94 fui ad un passo dallo scendere in campo.

Mr. Arrigo Sacchi mi aveva seguito durante tutti i miei 3 anni londinesi finchè un giorno mi convoca per Scozia Italia all’Ibrox stadium di Glasgow.

Mi convoca perché abitando a Londra ormai ero padrone della lingua di Albione; non giocai in quello scialbo zero a zero, la partita rimase in equilibrio fino alla fine e non rischiò di farmi esordire contro gli arcigni avversari scozzesi.

Ma mi disse con la sua parlata cadenzata romagnola misto Pantani con la zeta moscia “Parsiale, continua a fare bene nel tuo club di Londra e vedrai che ti porto a Boston, fosse solo per l’inglese sicuro mi servi più di Marocchi e Minotti.” A Giancarlo e Lorenzo, oggi entrambi commentatori TV non rivelai mai questo piccolo segreto col maestro Arrigo.

Fatto sta sono nella lista dei convocati. 

Del 69 eravamo io, Antonio (Conte), Pigi (Casiraghi) e Luchetto Bucci terzo portiere che all’ultimo era stato preferito al “cinghialotto” Peruzzi.

Insomma Mr. Sacchi mi continuava a spiegare dicendo “Parsiale tu sei un bravissimo ragasso pertanto mi scervi che in panchina durante le partite ti metti seduto tra Zola e Massaro che Gianfranco non capisce le battute lombarde di Daniele e pensa che lo prende in giro quando gli ricorda che fu campione del mondo di Spagna 82.”

E ancora il Mister, nel momento di Norvegia Italia all’espulsione di Pagliuca in un momento di confusione non mi dice “Parsiale prendi il posto di Roberto (Baggio ndr) vai a scaldarti”.

Massaro allora dice: “scusi Mr. ma allora perché non Gianfranco?” 

Zola non capisce la battuta ed inzia a lamentarsi in sardo stretto al che Maestro Arrigo si ricorda perchè fossi là e mi dice “No scusa Parsiale ho altri progetti per te”…ed entra Marchegiani.

Ma io ero già contento di sedere su quella panchina, dietro a Mr. Sacchi mentre Mancini e Vialli ma anche altri valorosi adepti di Sacchi tipo Eranio Ravanelli e Zoratto erano rimasti in Italia a fare i commentatori tecnici su Tele Montecarlo insieme a Massimo Caputi e Giacomo Bulgarelli RIP.

Mi sembrava tutto molto bello come recitava Bruno Pizzul quando la squadra sciorinava il bel calcio del mago di Fusignano.

Ed ancora “mi raccomando Parsiale tieni a bada Gianfranco che lo vedo nervoso”.

Dunque alla fine riesco ad intromettermi tra i battibecchi Massaro-Zola e Baggio l’altro, Dino, la mette dentro, e gettando il cuore oltre l’ostacolo, andiamo avanti.

Alla terza contro il Messico Massaro parte da titolare ed io a questo punto mi accomodo in tribuna visto che non dovevo tenere a bada Gianfranco.

Agli ottavi ci tocca la Nigeria ed arriva anche il turno di Zola.

Ed io sfinito tanto lo stress, mi lascio scappare un “vai Gianfrà, entra e spacca”.

Espulso.

Ops.

Mister Sacchi mi guarda male come dire; Casso Parsiale, ti avevo portato per tenere Gianfranco tranquillo e questo ci lascia in 10 sotto di un gol, dai Parsiale!!

Mister ma dai, io alla fine sarei anche un calciatore con un amor proprio e faccio per alzarmi dalla panchina a protestare ma mi arrivano dei calcetti sui polpacci.

Chi è stato, Massaro? o Minotti? mò je spacco ‘a faccia, mi giro ma non ci vedo, tanta era l’umidità che mi offuscava la vista; apro meglio gli occhietti cisposetti di come quando uno si sveglia da un lungo letargo e vedo …mia moglie. Come?

La panchina d’improvviso si fa letto e Daniela che mi dice: “Cristià stai a russà”.

Ed il mio mondiale da protagonista si conclude insieme a quello di Zola.

Niente, per quanto provassi a riaddormentarmi per proseguire l’avventura azzurra in terra Yankees, essere là come terzo incomodo ad abbracciare Roby Baggio e Beppe Signori nella vittoria ai quarti contro la Spagna.

ed in semifinale contro la Bulgaria?

Quanto avrei voluto essere là a consolare Alessandro Costacurta dopo il cartellino giallo che era la traduzione “No finale per te Billy”

O almeno a consolare la compagna ex Miss Italia, ex fidanzata di Alberto Tomba, ex modella, ex attrice Martina Colombari.

(p.s. è un falso temporale Billy e Martina si sono fidanzati nel 96)

Ed in finale, cosa avrei sognato in finale?

Ancora una volta, come al campetto della parrocchietta, la cinica lotteria dei rigori.

Ma prima anche Pagliuca, che giocando di palo, lo bacia per averlo salvato da una papera mondiale e dal pubblico ludibrio. Bella ludibrio eh?

Fu in quel momento che, io seduto tra Minotti e Luchetto Bucci, avrei visto Luca Marchegiani passarci davanti in preda a disturbi intestinali andare in bagno e Mr. Sacchi voltarsi e chiedermi: Dove va Luca? Io dico: “Luca Pagliuca, Luca Bucci o Luca Marchegiani?

Azz Mister Sacchi adesso è tutto più chiaro!

Per vincere questo mondiale un Angelo (Peruzzi) tra i pali ti conveniva portartelo.

Parsiale! 

Si Mister, mi scaldo?

No vai a cagare!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *