46 – INCROCI MONDIALI

TrajkovskI e i suoi fratelli

La mancata qualificazione della nazionale italiana ai mondiali in corso, riapre vecchie ferite ma sembra che quest’anno nessuno avesse gran voglia di andare a giocare a Doha, né i tifosi al seguito, prendere le ferie a novembre.

 

Trajkovski al 92° di Italia Macedonia del nord ha sancito l’anticipata eliminazione dell’Italia senza nemmeno staccare il biglietto per la fase finale a Qatar 2022.

Restando in tema di Macedonia, fossimo stati sconfitti per mano di Filippo il Macedone o dal più famoso di lui figlio, Alessandro, noto col nickname “Magno”, ci sarei pure stato.

Guarda, anche da un siluro di CR7 poco prima di diventare il calciatore in attività senza club più forte del globo, lo avrei meglio digerito. Ma da Trajkovski dai.

Nella storia della patria nazionale ripercorriamo altre sconfitte mondiali, oltre a Caporetto e El Alamein; ok scherzo, ma partiamo dal dogma che il calcio è la più seria delle cose meno serie.

E ma non sono mica io ad avvalorare questa tesi, se periodicamente, quando succede qualcosa di poco cristallino, non si esita ad invocare interrogazioni parlamentari, ovvero il luogo di massima espressione della nostra democrazia rappresentativa.

Ricordo di dimissioni del CT ZOFF, una leggenda italiana dello sport, all’indomani della finalissima di Euro 2000, perché l’allora Presidente del consiglio dei ministri, tal Onorevole Cavaliere Silvio Berlusconi, come spesso ancora oggi fa, parlando senza copione, disse ai cronisti che lo incalzavano sulla manovra finanziaria e lo scostamento di come si chiama ah sì, scostamento di bilancio, insomma disse che, fosse stato lui il CT avrebbe o non avrebbe fatto alcuni cambi che secondo lui non ci avrebbero condotto alla sconfitta, contro i simpaticissimi amici francesi nella finale di euro 2000.

 

Come dopo Caporetto ci fu la vittoria di Vittorio Veneto e siccome tutto scorre e come scorre tutto torna, nel 2000 il golden gol ai supplementari fu realizzato da tal David Trezeguet su assist del fumantino ala esterna Robert Pires che sguizzante, dopo una serpentina ubriacante tra le maglie dei difensori azzurri, in tenuta bianca per l’occasione, scodellò al centro un pallone invitante che David scaraventò sotto l’incrocio dei pali, a soli 2 minuti dalla lotteria dei rigori.

Glossario: assist, fumantino, ala esterna, sguizzare, serpentina, ubriacante, tra le maglie, in tenuta bianca, per l’occasione, scodellare, invitante, scaraventare, incrocio dei pali, lotteria dei rigori.

Poesia pura!

Dicevo comunque che Davìd, eroe francese e mastro Titta del nostro euro 2000, si riciclò nel 2006 a eroe italiano e Pietro Micca, dal dischetto all’Olympia Stadion, sotto il cielo di Berlino nel 2006, indirizzando quel pallone, a differenza di 6 anni prima, pochi centimetri più in su, a centrare l’incrocio dei pali.

Dopo di lui, si presentò sul dischetto tal Fabio Grosso nella veste dell’eroe per caso.

Infatti Fabio a quel mondiale non partì da titolare; 

C.T. Lippi nel 11 di partenza, gli preferiva Zaccardo sulla destra e Zambrotta sulla sinistra.

Un improvvido rinvio a spazzare il pericolo dall’area di rigore nostra, invece finì zaccardamente nell’angolino basso alla destra di Buffon, nella prima uscita e da lì il mondiale di Zaccardo praticamente si concluse e quello di Grosso iniziò a prendere forma.

Rigore procurato, generosamente concesso, contro l’Australia agli ottavi di finale.

Gol al 119° ovvero ad un minuto dalla lotteria dei rigori, in semifinale contro gli ospitanti germanici su assist no look di Andrea keep calm Pirlo, con susseguente corsa simil Tardelli di Madrid 82, sempre contro gli altrettanto simpaticissimi teutonici; della serie tutto scorre e tutto torna, corsi e ricorsi storici, del pallone, ma pur sempre storici.

Rigore decisivo che diede inizio ai festeggiamenti del 2006 con io in piedi davanti alla tv con Matteo di 3 mesi in braccio ed il viso teso di superDani, preoccupata più che per le sorti dell’Italia del pallone, per l’incolumità del suo  primo ed al tempo unigenito, partorito con dolore pochi mesi prima.

Come disse l’Ing. Dino Viola nel 1983 all’indomani di un celeberrimo Roma Juve, il calcio è una questione di centimetri.

Certo ora con VAR e gol line technology, avrebbero vita difficile gli arbitri corruttibili scuola Byron Moreno (Korea 2022) e altre sconcezze che abbiamo visto nei miei 11 mondiali dal 78 ad oggi.

Anche l’arbitro italiano Sergio Gonella nella finale di Argentina 78 si portò dietro un piccolo sospetto che fosse a favore della nazione ospitante, opposti in finale agli orange olandesi.

 

In questo bailamme di ricordi e statistiche come la intitoliamo questa barra?

C’è un francese, un tedesco ed un italiano?

Eroi per caso?

Sfighe mondiali?

Trajkovski, chi era costui?

Il solito caleidoscopio di zerocristiano che mischia come in un frullatore Argentina 78, Spagna 82, Berlusconi e Zoff a Euro 2000, Byron Moreno 2002, la rivincita azzurra nel 2006 in pieno caos calciopoli.

Troppa roba Cristià, fai fatica a seguirti da solo, figurati se una Laura Ciri qualsiasi ti sta dietro e ti mette il like a questa barra, indecifrabile a quelli che il calcio non lo masticano.

Lauré, il calcio è una metafora della vita, quando caxxo te lo stampi all’incrocio dei pali del cervello?

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