Barra 44 – CASA E’ DOVE IL CUORE STA

HOME IS WHERE THE HEART IS

Giunti al gelido gennaio 1991, tra Holborn e WoodGreen, vado a risparmiare 3 settimane di affitto, andando a vivere in uno squat con Giampiero e due maids: la tedesca Katherine e la scozzese Helen.

Gli squat, case inabitate, spesso senza utenze, si occupavano abusivamente pertanto sempre pronti a scappare, quando sul ciglio della strada si vedevano i lampeggianti delle autovetture della polizia di Scotland Yard, che fa di tutto per non passare sotto copertura

Diciamo che 3 settimane di risparmio di affitto era un bel tesoretto, pertanto anche l’esperienza squat poteva ritenersi esaurita o forse la Katherine, in quanto tedesca, aveva smesso di fidarsi di noi italiener ed aveva escogitato il modo di sfancularci.

Arriviamo così abbastanza velocemente a Pasqua 1991.

Andrea torna a Roma, la comitiva di Wood Green si sfascia e saluto Sarah, con in tasca il “kind of cute” che tradurrei in “caruccetto”? proprio a voler spremere la lingua italiana.  

Faccio il mio esame first certificate e prendo una B. Una B a me? 

Oltraggio, come osate, how dare you? 

L’esaminatore cerca di consolarmi dicendomi che una B è un buon risultato!

Pago la quota di iscrizione per il corso Proficiency e gli dico: senti, prima il mio amico al proficiency ed io al first, poi una B all’esame; come altro volete ferirmi? 

Però però, non tutto va storto, da lontano intravedo la bresciana che si sta iscrivendo al first certificate o forse anzi, livello beginner.

Riprovo ad offrirmi disinteressatamente per lezioni private a titolo gratuito, ma ottengo solo un’uscita in uno degli innumerevoli teatri del West End, a vedere un’opera di Dario Fò rivisitata in inglese.

Non l’avrei mai più rivista. 

La bresciana intendo.

Dovevo essere proprio noioso se insomma, ero pure kind of cute, dopotutto.

e probabilmente lo sono ancora.

noioso intendo.

Si sa le ragazze vogliono ridere/divertirsi ed io non ci sapevo fare, ero più tipo ecce bombo

Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente? Vengo. Vengo e mi metto così, vicino a una finestra di profilo in controluce, voi mi fate: “Cristiano vieni di là con noi dai…” e io: “andate, andate, vi raggiungo dopo…”. 

I saldi invernali ai grandi magazzini di Oxford street stanno per finire.

Saddam Hussein è quasi al capolinea ed io non ricordo come, approdo in una casetta a Battersea park in seconda zona. Al 248 di QTR una stanzetta singola al primo piano ricordo di traslocare il mio giorno OFF poco prima di Pasqua.

Il giorno dopo decido di dare una pulita più approfondita alla mia stanzetta e dietro il calorifero incastrata intra muro, vedo un foglio piegato in 8 parti.

Lo apro

Lo leggo e lo rileggo.

Era una lettera di un eroinomane lasciata là dietro chissà da quando.

La data scritta è Holland Park 1976

Dal messaggio in the bottle al messaggio dietro il termosifone il passo è breve e l’anno era più o meno lo stesso..

Dopo poco, al Berkeley stringo amicizia con un simpatico ragazzo di Capri, anzi, Anacapri come spesso lo sentivo declamare con orgoglioso petto in fuori.

Lavora in pasticceria. Mi passa spesso di soppiatto panini appena sfornati dalla panetteria e soprattutto, mi inizia al dessert che ancora oggi dopo 31 anni è in cima ai miei gusti.

La cercavo ovunque andassi, salvo poi trovare la versione commerciale nei reparti surgelati dei supermercati Tesco.

Sainsbury e Asda niente. Solo al Tesco.

Per mangiare cheesecake, il mio retreat preferito, era un cafè di covent garden o i reparti gastronomia di Harrods o del Harvey Nichols, appena fuori il Berkeley..

Quando volete farmi felice, ricordate che mi piace la ricetta fredda, non cotta, con sopra crema di limone o frutti di bosco. 

La mappa della London underground network sotto, è un aiuto a capire le vicissitudini e ad ogni stazione di metro riaffiora un ricordo, un evento, un luogo della nostra memoria.

Piccadilly Circus/Burger King, Knightsbridge + Hyde Park Corner The Berkeley a Wilton Place, Victoria oltre a London Student Travel dove si facevano biglietti per studenti e la Westminster College dove avevo appena preso una anonima B (grrr!), era da dove partiva il regionale first stop Battersea Park, ed a queenstown rd 248 prima e 250 poi ho legato il più lungo periodo sebbene diviso in 2 periodi.

Infatti, tra il 248 ed il 250 ci sono stati; la truffa del East Ham, ve la devo proprio raccontare e poi Feltham in sesta zona e Streatham Hill in quarta. ma andiamo per gradi.

Di Holborn ricordo il Boxing day santo Stefano inglese senza trasporti a Londra e dunque Hyde Park Holborn a piedi ma non sarà la più lunga distanza che avrei coperto a piedi.

Una volta feci da seven sisters a Battersea passando per il ponte dei frati neri, dare un occhiatina se sotto pendeva qualcheduno appeso ad un cappio e proseguire lungo il Tamigi passando per Pimlico, Vauxhall e finalmente arrivare alla dismessa Battersea Power Station, oggi mi dicono centro commerciale, centro congressi etc. 

Ancora non ci ricordiamo l’anello che mi porta a battersea.

Forse un cuoco piuttosto che un cameriere al Berkeley che mi aveva sentito in difficoltà con l’alloggio e mi aveva segnalato che si liberava una singola presso il suo flat.

Questa proprio non la ricordo.

Fatto sta che tipo il giorno di Pasqua 1991 faccio il trasloco che mi porta al 248 di QTR e senza tema di smentita, là, tra coinquilini e vicini del civico accanto al 250, conosco persone che oggi, a distanza di 31 anni, ne conservo ancora l’amicizia e ritrovo all’interno del popolo de lebarredicristiano.

Abbiamo e stiamo vivendo le nostre vite, lontani ma vicini, ripensando a quel pezzo di strada fatto insieme. Il manifesto de lebarredicristiano.

Non riesco proprio ad immaginarla come è cambiata la power station e la allora scarna e derelitta stazione British Rail di Battersea, dove mio padre mi telefonava ad un telefono pubblico ad un orario concordato poiché i telefoni pubblici della British Telecom potevano anche ricevere traffico in entrata. Un salvata per le mie già irrilevanti finanze.

Erano tempi in cui si arrivava a fine mese con difficoltà, pertanto anche una corsa di autobus risparmiata, qualcuna senza biglietto sempre pronto a caracollare giù dal bus aperto in corsa all’arrivo del controllore e qualche giorno senza rinnovare la travelcard mensile, poteva fare la differenza tra vivere e sopravvivere.

Care lettrici e cari lettori, la stagione 2 di britorbritoutyou scende qui, alla prossima fermata. 

Oppure bruscamente al volo dal bus aperto per eludere il controllo.

Perché Cristiano? 

E il resto della tua Londra?

Il Berkeley? La Thames Barrier? E la cavolo di truffa del East Ham che dici sempre poi ve la racconto ma non la racconti mai? Le code per entrare al torneo di Wimbledon? Le finali di calcio viste allo stadio di Wembley, il viaggio in Cornovaglia fino a Land’s End, gita a Dublino e Cork in Irlanda da Federica in Erasmus, le mie ferie in Canada dagli zii “canadesi” tra Mississauga back to Square One, Toronto e Montreal a – 10°C , le cascate del Niagara?

Guidare una macchina inglese nel tragitto di rientro da un weekend in Galles?

ed il mio comedy show preferito su Channel 4, whose line is it anyway? Clive Anderson ed i suoi geni dell’improvvisazione che conservo registrati su VHS.

Perché Londra è fatta così e poi anche perchè vi vedo dire; Cristià te vojo bene ma anche basta co’ ‘sta Londra, manco ce fossi stato solo te.

Chi ha vissuto a Londra non se ne separa mai per sempre e se oggi Novembre 2022 corre il 22esimo compleanno da quel volo british ed ancora ne ricordo i momenti salienti, state pur certi che la terza stagione non è un puntino troppo lontano. Cit.

“Brit or Britout you” vi dà appuntamento alla terza stagione tra non so quanto, perché ricordate sempre che “brit or britout you… I can’t live”. 

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