Barra 41 – CHIEDI CHI ERANO I DEACON BLUE

Brit or britout you stagione 2 episodio 2 ovvero BARRE BIRRE E SCOTT

“I Deacon Blue non conosco neanche il mondo conosco”. Semicit.

Estratto da wikipedia:

I Deacon Blue sono un gruppo pop scozzese formato nel 1985 e tuttora attivo tranne il periodo tra il 1995 ed il 1999.

Il loro nome riprende il brano degli Steely Dan Deacon Blues[

Era il 1987 ed esce Raintown opera prima di questa pop band di Glasgow che mi monopolizza il walkman.

Poi capita che vedo una locandina nella London underground nel 1993.

Deacon Blue @ Hammersmith.

Dice cosa ricordi di Glasgow?

Nulla o quasi, dove il quasi si traduce ancora più indistintamente in semi nulla dopo il secondo giro di pinte al pub e dopo il terzo round, nel nulla cosmico.

Quale è stata la cosa più bella di vivere in UK?

Ma quali partite ad Hyde e Battersea  Park, shopping a Carnaby Street, ore trascorse alla tower records di Piccadilly Circus, le domeniche al Camden Market, assaporare la libertà dei miei 20 anni. Niente di tutto ciò. 

La vera libertà era il non dover guidare dopo una capatina al pub con Scott.

Vi spiego Scott.

Come spesso accade nella mia vita cosa accomuna Cristiano col firmamento che lo circonda? 

Come si acclimata il sapiens di genere maschile quando arriva in un microcosmo ignoto?

Facile, si inizia a parlare di calcio.

Che squadra tifi ? È la terza domanda che generalmente mi viene posta dopo il come ti chiami e da dove vieni? e lo stesso è stato con Scott.

The Berkeley; primo o secondo giorno di lavoro da houseporter/facchino, sul cercapersone mi chiama la loading bay ovvero reparto ricezione merci.

Chiamo il numero: “hi this is Cris house porter did you beep me?”

All’altro lato del telefono una voce maschile decide di rispondere usando la lingua di un cane inglese ed inizia ad abbaiare suoni, inframezzati da parole stuprate del dizionario inglese.

Questo fu il mio primo impatto con Scott.

Dunque gli dico: guarda non ho capito un igloo di ciò che mi hai detto nel tuo scozzese misto cockney (dialetto londinese) dunque vengo là e mi spieghi a gesti!

Dovete immaginare che per me fresco di diploma all ITT con lode in inglese grazie al prof. Duccio Romeo, l’inglese era una formalità ed ero considerato un rifugio anche quando durante l’esame di maturità inglese scritto, una delle brave di classe, si volta verso di me e mi chiede: Cristiano in inglese si dice così o così?

Dopo un tempo di attesa congruo all’importanza del momento rispondo: così. 

Questo per far capire che nel mio mondo ero considerato una personalità when it came to english.

Avrei anche un altro aneddoto sul mio inglese quando nel 94 dopo 3 anni di Londra entro al Barocco e decido di usare un vocabolo desueto che il mio direttore non apprezza anzi mi cazzia per usare un inglese evidentemente a lui ignoto pertanto non derubricato.

Il vocabolo in oggetto era AMEND per completezza d’informazione.

Scott è stata una vera palestra dell’inglese parlato nei pubs dei peggiori sobborghi di Londra.

Pub prima della partita, pub dopo la partita, pub dopo il lavoro e la mattina risolvere tutto con una tazza di caffè istantaneo della mensa aziendale dunque di discutibile qualità.

Come si scriveva alcune barre e tante birre addietro, il calcio in Cristiano, ha sempre svolto una funzione sociale visto i suoi scarsi mezzi tecnici. Come si direbbe, facevo spogliatoio ed essere italiano mi faceva apparire sotto una luce diversa solo che non nasciamo tutti Roberto Baggio. Scott mi convoca per una partita del torneo alberghi ristoranti di Londra e nel pulmino che ci porta al campo, mi metto umilmente in un angoletto. Ero Cris the italian boy con tutti calciatori brit ad eccezione di Oreste pageboy mezzo italiano mezzo francese. Ambivo ad essere terzino destro ma non vado granchè bene per i parametri brit, dunque per esigenze di risorse umane mi mettono basso a sinistra ma siccome il piede sinistro mi serve solo per tenere l’equilibrio non vado bene nemmeno là. Mi provano centrale di difesa; bene ma non benissimo e prendo una gomitata a palla lontana dal centrattacco avversario. Mi provano in porta e perdiamo 5-2 mi provano in panca e… vinciamo una coppa.

Poi un giorno litigo. sì sì proprio io, a 20 anni ero addirittura capace di litigare. Litigo col mio compagno di squadra, il macellaio irlandese dall’accento talmente improbabile che ricordate, avevo sorriso quando mi disse che la madre era morta in BOBY episodio 1 Barra 16 ?

Il bello del calcio inglese è che poi ad ogni fine partita si andava tutti al pub, compagni ed avversari, si ricommentavano le azioni, i gol mangiati e perché no anche le gomitate sulla mascella a palla lontana ed ogni controversia veniva sanata dal classico ennesimo giro di pinte. Una sentenza.

Ma la cosa che proprio non sopportavo, era andare al pub prima di una partita, come spettatore intendo.

Novembre 2022 il sabato dopo Scozia Italia a Ibrox stadium, io e Scott ci dirigiamo a Edimburgo ospiti di un suo amico sosia di Paul Gascoigne.

Manco a farlo apposta, entro in casa del simil Gascoigne, apro la finestra e questa era la vista da casa:

camera con vista. Fever pitch la chiamerebbe Nick Hornby che i titolisti italiani ribattezzarono con Febbre a 90°.

Fatto sta che nonostante si potesse quasi vedere la partita dalla finestra di casa decidiamo di comprare i biglietti per Hearts Vs Rangers.

Calcio d’inizio tipo ore 18 e noi riusciamo a fare tardi nonostante fossimo dietro l’angolo.

Che ti privi di un giro di premium lager in uno degli innumerevoli pub intorno allo stadio?

Un giro di pinte? Utopia

E poi di nuovo dopo il triplice fischio finale rinizia il tour dei pubs di Edinburgh.

Southern comfort & lemonade era il drink preferito di Scott che io avevo liberamente tradotto in soda comfort in quanto tanto arrivavo a capire dalla pronuncia di Scott e comunque al bartender tanto bastava.

Questo giro scozzese prima di tornare a Londra passa da St. Andrews città che diede i natali a Scott, famosa per…famosa per, aspe non mi viene, famosa per ce l’ho sulla punta di lingua (tip of the tongue per la pillola d’inglese ✅️ Fatto!

Famosa per i campi da golf. Diciamo una Marco Simone de noantri.

Starete immaginando che come Glasgow, Edinbra, anche di St. Andrews non vedrò una cippa, con esclusione ovviamente del pub di famiglia fuori casa di Scott.

Bah! Scott, ricomponiamoci, armi e bagagli e riprendiamo l’intercity che ci riporta a Londra e per almeno 1 settimana dovrò disintossicarmi da pubs, pinte, birre, e barre e proseguire con altri ricordi londinesi tipo che, ancora non esauritasi la stagione 2 di britorbritoutyou, gli autori e sceneggiatori già stanno pensando ad una terza stagione.

Ma adesso che ci penso concludo questa barra 41 con un interrogativo che mi attanaglia.

Di che squadra era Scott?

(p.s. me lo sono ricordato Celtic Glasgow)

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