Barra 28 – COLORARE DENTRO INDONESIA part 2

ASIEXIT

Dopo 50 giorni da quel Heathrow – Suvarnabhumi di inizio maggio 1993, è ora di bilanci e pensare ad un sort of homecoming. 

L’Asia ci ha regalato emozioni indelebili, visto che dopo 30 anni, siamo ancora qui a raccontarle ma per andare avanti è necessario uscire dall’Asia.

Dunque, quel boeing della Mandala non precipitò ed atterrammo sull’isola di Giava, a Jakarta, capitale indonesiana.

Sebbene ci mancassero ancora 40 giorni di viaggio, sentivamo salire l’ansia, che da lì a breve, dovevamo, volenti o nolenti, fare ritorno a Jakarta, per riprendere il volo di rientro via Singapore. 

Di Jakarta ricordo il cielo color smog, pertanto decidiamo di ridarci alla macchia il più presto possibile, sempre seguendo le rotte dei zainoinspalla, leggendo il vangelo secondo lonely planet.

Da Jakarta a Yogyakarta, visita ai templi induisti, salita nottetempo al vulcano in attività monte Bromo, per fare l’esperienza obbligata, di vedere l’alba dall’orlo del cratere.

Arrivare a Bali la prima volta, ma praticamente ignorarla per andare oltre.

A Lombok, sempre con quella insensata voglia di F…lores. (isola di Flores ndr)

Ho dei biglietti che dicono che io sia passato per Probolinggo ??? 

Forse da là partivano i traghetti per Gili Trawangan oppure si passava prima da Lombok.

Se la memoria non m’inganna, scendemmo da Bali Nord, attraverso il cuore di Bali a Ubud, per raggiungere Kuta Bali e da lì via mare, Lombok e Gili Trawangan.

Al check-in alla guesthouse di Gili Trawangan, ci registrammo come Gianluca Vialli e Roberto Mancini, facemmo il giro in barca ad avvistare delfini. Delfini semizero, se può definirsi avvistamento un paio di pinne, che sporsero per un nanosecondo fuori dal confine aria/mare.

Mi rifeci con gli interessi alle Maldive, quando, in viaggio di nozze, esattamente 10 anni dopo, Dani my wife my life ed io, assistemmo ad una festa di delfini in modalità Sergej Bubka…

Ricordate Bubka? Lo vidi dal vivo ad un golden gala allo stadio Olimpico ed era famoso per essere il saltatore con l’asta vincitore di ori ed il primo uomo a superare quota 6 metri.

Avrei detto fosse russo, ed invece, ironia della sorte, è molto ucraino.

Lui come altri ucraini, che diedero lustro alla vecchia nomenclatura sovietica. 

La Dinamo Kiev del colonnello Lobanovski su tutti, con i gemelli del gol Rebrov e Sheva, ma più lontano nel tempo Blokhin con la maglia rossa CCCP e più vicino alla mia generazione, il pallone d’oro 1986, Igor Belanov. Ma era un pallone d’oro ancora senza sudamericani sennò chi lo avrebbe mai potuto sottrarre al Diego da Villa Fiorito, nell’anno del suo mondiale.

Accontentati gli amanti del calcio e dato il dovuto supporto e solidarietà ad una Ucraina ferita, adesso finalmente possiamo fare ritorno a Kuta Bali, dove finalmente decidiamo di concederci un pò di relax !!!??!!! 

Oi rega, fare i travellers mica è uno scherzo; è un lavoro far quadrare tempi, templi, conti, coincidenze e scegliere guesthouse e ristorantini col miglior rapporto qualità prezzo.

E finalmente, arriviamo sulla spiaggia meno asiatica di tutto il sud est asiatico probabilmente.

Kuta Bali, piena di western people come venivamo chiamati noi europei ed i vicini surfisti australiani, a caccia dell’onda perfetta.

Anche Kuta Bali, purtroppo, con un groppo alla gola, sarebbe riemersa alla mia ed internazionale attenzione, con un gesto di quelli che ormai definire disumani, è un ossimoro della semantica.

202 morti tra Paddy’s Bar e Sari Club, nella centralissima ed affollata Legian Street, che possiamo paragonare alla passeggiata nel borgo medievale di Nettuno a ferragosto.

Era il 2003 ed eravamo in pieno conflitto post torri gemelle e collezionavo così, un altro luogo, scena di stragi, da aggiungere alla mia personale ma non convenzionale mappa geografica. 

Vabbè dai, non inquiniamo neanche questi 5 minuti di lettura spensierata ed ecco a voi dulcis in fundo tadààà …Marie e Johanna ovvero LE SVEDESI.

Solo adesso ci penso. Maria e Giovanna non sono mica nomi di fantasia.

Ma niente sesso siamo italiani e manco na cannetta, in caso steste pensando che ho visto le svedesi sotto effetto di sostanze alterallucinogene.

Mi ricordo poche cose ma ricordo bene che vidi in lontananza queste due ragazze adagiate sui loro teli mare, intente a farsi i cavoli loro nell’indifferenza totale dei loro vicini di telo, pensai. Ragazzi, al cancello 7 di Ostia o sul lungolago Regina Adelaide di Garda, queste non starebbero da sole indisturbate, nemmeno il tempo di un battito di ali di farfalla.

“Massimo passami il tuo telo” dissi. Massimo provò a protestare chiedendo cosa dovessi farci ed io: “Massimo. dammi sto cazzo di telo”. Da un telo finto sarong, ad un ananas da mangiare insieme sulla spiaggia ad un appuntamento per cenare insieme il passo fu brevissimo.

Ah le svedesi, che popolo femminile, che disibinitudine, che…tette!!!

Svanite le tet…ehm le svedesi, svaniscono le relative erezioni e le orbite oculari, che nonostante il cervello alto, dica loro di guardare altrove, il cervello nel basso ventre, tipico degli esemplari latini maschi, ha il sopravvento ed è tutta un accidia interna di ormoni.

Ma restiamo lucidi! C’è da programmare la nostra Asiexit.

Passeggiata all’aeroporto di Denpasar dove voliamo Garuda, destinazione Jakarta per proseguire a Singapore.

All’aeroporto troviamo dei telefoni che accettano la mia barclaycard e chiamo, in una delle saltuarissime e salatissime telefonate, mamma e papà. 

<< Ciao pà sò Cristiano, sì sto bene voi? ma ho letto che la Roma ha comprato Abel Balbo ma è vero che ha venduto er principe? Ah no? Fiuuu meno male>>.

Intanto una sera, scorgendo a scrocco una gazzetta dello sport,  Massimo aveva destato l’attenzione generale della brulicante passeggiata dello struscio serale, gridando a squarciagola: Gulliiiiiiiiiiit. 

Tutto vero. Il tulipano nero aveva lasciato il diavolo come cervo che esce di foresta (cit. Vujadin Boskov) per indossare la casacca blucerchiata.

Dai Massimo, prepariamo i nodi alla cravatta. Anzi fammelo anche a me che io so’ proprio negato a farlo. Ed eccoli là belli sbarbati, incravattati, ingelatinati, pronti per il check in della Qantas at singapore airport.

Hello good morning I am travel agent at London Student Travel. Can we please have an upgrade to business class? Nice try Max, ma niente da fare, anche queste 12 ore Singapore Londra le faremo in economy coi povery

Ma di Johnny Utah e Bodhi poi, si è più saputo niente?

“Ho trovato un tuo passaporto a Sumatra”. 

Signora Longari, mi dica nell’ordine:

Il titolo del film da cui è tratta questa frase.

Il nome dell’attore che la pronuncia

Il nome del personaggio nel film.

Che lavoro fa il personaggio protagonista.

Il nome dell’attore antagonista.

Il nome del personaggio dell’antagonista

Un aiutino?

Mr. Reagan says “we will protect you”.

Che le barre siano con te…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *