Barra 27 – COLORARE DENTRO INDONESIA part 1

SOUTH EAST ASIA EPISODIO 5

Tanto lo so che andate subito giù a leggere delle svedesi in topless.😳

Non così in fretta…

Un traghetto ci traghetta dalla Malesia a Medan, nella grande isola settentrionale dello stato arcipelago di Indonesia. Sumatra.

Il capitolo Indonesia, già dai presupposti, materiale fotografico e memorabilia, appare come di difficile condensazione, pertanto tra una narrazione dei fatti e la mia divaghite acuta, poesse che servano 2 episodi.

2 anni fa, esattamente agosto 2020, mi chiama la casa di produzione televisiva FREMANTLE

Cristiano, cosa c’azzecca che la Fremantle ti chiama,  avendo ripescato una tua email del 2016 per il casting di “chi vuol essere milionario”, e ti chiede al telefono mentre stai facendo la spesa alla Pewex con tua moglie, chi fosse Banksy? 

Cosa azzecca tutto ciò con Indonesia?

Sono fatto così, parto per la tangente, apro parentesi tonde, quadre e graffe, presumibilmente anch’esse in ordine sparso, prima di arrivare al punto, poiché i ricordi si incapricciano, come le gambe di Alessandro Nesta, in un famoso derby der cuppolone  e faccio fatica a fotografare un istantanea, come lui ad appiccicare quella sera di  un 10 marzo 2002, un francobollo sulla maglietta di aeroplanino Montella.

Ma arriviamo al punto.

Al casting del milionario, mi chiedono dove, potendo o volendo abbandonare tutto, trascorrerei il resto della mia vita.

Bali, rispondo senza esitazione.

Eccovi servito  il nesso tra Fremantle, Jerry Scotti e le barredicristiano, colorare dentro i bordi episodio 7 e probabilmente anche 8, SEA 4 e probabilmente anche 5, Indonesia parte prima e sicuramente anche parte seconda..  

Come scrivevo alla fine del Malesia chapter, Johnny Utah, a Sumatra trova un passaporto di Bodhi, ma su chi fossero costoro nessuno mi ha dato soddisfazione. Anyone?

Lake Toba è la nostra prima destinazione indonesiana e già dai primi km, Indonesia ci si presenta con la sua attitudine accogliente, a misura d’uomo.

Forse Massimo e Mauro saprebbero spiegare meglio di me la sensazione che si prova entrando in contatto con il popolo indonesiano. 

Sarà la semplicità della lingua che subito dai primi idiomi, ti resta impressa.

Dari mana per esempio, sarebbe “da dove”, che per un romano, se dici ndarimane, un pò evoca, dove rimane ovvero dove ti collochi geograficamente? 

Ed infatti dopo la seconda volta che ci si rivolgeva a noi con tono interrogativo: dari mana ? rispondevamo belli tosti e fieri from ITALY

Solo quando vai a colorare fuori dagli italici bordi, ti rendi conto che pronunciando Italy all’inglese, ti si gonfia il petto ed un pò lo stesso accadeva quando, di rado, incontravamo altri italiani.

Il tempo di un 《di dove siete, che squadra tifate?》e via a smarronare altrove come dire: questo è il mio spazio di italiano in Asia. C’è posto per tutti, dunque, o tu o noi andiamo più in là, che non c’è posto per più italiani nello stesso microcosmo.

Un pò a conferma del popolo di individualisti che siamo, a mio modesto avviso ben inteso.

Lake Toba è un isola con un lago intorno, chiaramente di origine vulcanica che ci rimanda a storie inenarrabili di Bracciano nel mio pentamestre alla scuola di Fanteria di Cesano Romano e Castel Gandolfo, o Albano Laziale che dir si voglia, seduto sull’orlo di un dirupo con vista mozzafiato sul lago, nascosto nella rigogliosa flora, che oggi non saprei più ritrovare senza una guida del loco, e poco lontano la famosa  discesa in salita, giusto fuori Ariccia.

Con Il mio  journey companion Massimo, ancora non riusciamo a districare, un ricordo di noi che affittiamo uno scooter per girovagare una delle isole che ci hanno visto ospiti.

Io ho sempre pensato fosse successo a Tioman Malesia ma Massimo poi mi ha fatto riflettere che anche Lake Toba alla fine, era un’isola con un lago intorno, come narravo poche righe sopra.

Il giorno in scooter assaporiamo un ulteriore supplemento di libertà, oltre quello che già stavamo vivendo, e ci sembra di volare, finché non ricadiamo entrambi a terra e ci sbattiamo la faccia ma non solo. Anche mani e ginocchia.

Con me alla guida, sulla via del ritorno al nostro bungalow, dalla classica forma giavanese con tetto a punta, non andiamo ad atterrare su un cumulo di cemento che un camion stava scaricando sulla sede stradale?

Cerco scusanti verso Massimo dicendo: eh però non avevano messo le 4 frecce!!!…

Cioè, in Italia non ne mettono nemmeno una di freccia e tu vai a zonzo al lago Toba su un isola con un lago intorno e ne pretendi 4???

Come dargli torto. Torniamo allo scooter rental, paghiamo il danno provocato, se non dopo una non breve contrattazione e leccandoci le ferite, sia del corpo, sia del portafogli, conveniamo entrambi di posticipare più in là possibile altri potenziali pericoli tipo free climbing, percorrere fiumi sotterranei o peggio, noleggiare altri scooter.

Come spesso accade, un evento negativo o pseudo tale, è la miccia che innesca in ambedue, l’idea che anche Sumatra, poteva ritenersi archiviabile, non prima di raggiungere Padang via Bukittinggi.

A Bukittinggi, Buki per gli amici, assisteremo alla lotta tra tori.

Cori da stadio, ci fanno sentire come ad un derby di calcio nostrano; bambini allegri, mamme che allattano, uomini che mostrano la propria virilità e tori che si scornano. Mah!

Vabbè, non saremo noi, che siamo solo di passaggio, a dover fare reprimende su questa discutibile festa paesana locale.

Solidarietà ai tori, che perlomeno a differenza di Pamplona, non se la devono vedere con codardi esseri umani, ma almeno se la vedono tra di loro; comunque non approvo, ma lì per lì, ero lì solo per osservare e registrare. 

Non è che ero in viaggio per conto del WWF.

Col danno dello scooter, sponsorizzato da Massimo, le cui finanze erano più in salute delle mie, eravamo davanti un bivio?

Continuare via terra ed approdare alla seguente isola di Giava, con una traghettata di 24 ore, con racconti di gente in preda a conati di vomito nottetempo, oppure volare domestic destinazione Jakarta, capitale indonesiana?

Ero in debito di denaro con Massimo e l’acquisto di un volo domestico con la mia barclays debit  card era l’occasione per sdebitarmi subito.

Ma soprattutto, l’agenzia di viaggi che ci vendette il volo per Jakarta, fu la stessa che ci cambiò la data del volo di rientro Jakarta – Londra via (vaia in inglese) Singapore.

Vedemmo che era cosa buona e giusta e ci prendemmo gusto, concedendoci dunque una discreta estensione di 32 giorni.

L’in origine 6 luglio divenne 8 agosto.

Quando mi chiedono cos’è per te la libertà?

Ecco cos’è la libertà; unitamente alla sottile arte di fare quello che c…ti pare.

Beh signore e signori, vi lascio rassicurandovi che quel volo Padang – Jakarta ce la fece.

Erano i velivoli acquistati dalla fallita Dan Air, che sotto alla scritta Mandala ancora c’erano tracce del precedente vettore aereo.

Tiro un sospirone di sollievo ma tanta tristezza, quando nel 2005, ben oltre 12 anni dopo, leggo la breaking news di un velivolo della Mandala, precipitato in pieno centro di Medan. Era il nostro.

Oltre la quasi totalità dei 113 passeggeri più i 5 di equipaggio, anche 47 persone a terra rimasero vittime.

Lo stesso boeing 737 e le stesse vie di Medan, 12 anni dopo il nostro passaggio. RIP 

Avrei avuto una sorta di stesso colpo al cuore, quando il 12 gennaio del 2016, l’esaltato kamikaze di turno, si fa saltare in aria in Piazza Sultanahmet in pieno centro Istanbul, stesso luogo in cui avevo passeggiato, famiglia al seguito, con Matteo e Matilde creature, solo 11 mesi prima. Ricordi Danié?

Vabbè, non è da me terminare con solo amaro, le barre che sono pervase da un misto dolce amaro e dunque.

Ah ah maschietti riprovevoli che non siete altro!

Lo so che siete arrivati a leggere subito qui giù, cercando le tette delle svedesi, ma ahinoi, dovremo aspettare Bali per lanciare una furtiva occhiatina.

Io vedo nero tu vedi Bali.

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