Barra 26 – COLORARE DENTRO MALAYSIA

South East Asia Episodio 4

Lasciata Phi Phi island per fare spazio, 7 anni dopo, a Leonardo Di Caprio e la troupe del suo film post Titanic, the Beach, diretto da Danny Boyle (Trainspotting), un treno in terza classe ci trasporta al confine con la Malaysia, che raggiungiamo via terra su 2 ruote e ci dà un rassicurante messaggio di benvenuto.

Chiunque venga trovato in possesso di sostanze stupefacenti verrà condannato alla pena di morte o qualcosa del genere per far capire; regà in Malesia non la prendono bene se entri con qualche sostanza illegale.

Deglutito il rospo e quasi certi che non fossimo nemmeno inconsapevolmente corrieri della droga, varchiamo il confine coi nostri mai così amati passaporti.

E vai di timbro d’ingresso in terra di Sandokan ✅

Desidero precisare che questa sopra  è una foto ma questo 45 giri in vinile ce l’ho davvero.

Allora non andiamo troppo per il sottile e dirigiamo il timone verso Tioman island.

Ormai dopo circa 40 giorni già trascorsi, siamo padroni delle classiche rotte dei backpackers e Tioman non fa eccezione. Il canovaccio è il solito. Bus fino al molo, traghetto o speedboat, attracco sull’isola e come di consueto ci attende una ressa di ragazzini che per pochi spicci cerca di venderti tutto il vendibile ma soprattutto portarci nella guesthouse che gli elargisce altri spicci in cambio di clienti. Insomma agenzie di viaggio primordiali anche un po ‘ stile anni 60 vacanze a Ischia con Vittorio De Sica.

A Tioman succede qualcosa di straordinario che non facevo da oltre 40  giorni… aridanghete ma sempre a quello non sapete pensare ad altro possibile? 

Mi faccio la…barba.

Ero divenuto talmente gengis khan che gli indigeni mi parlavano nella loro lingua ma il bello è che io rispondevo con le poche parole imparate sul glossario della bibbia gialla.

Tranne qualche piccolo incidente, ricordi Massimo, quella volta che il suzukino convertito a bus pubblico ci avrebbe portato all’aeroporto di padang per andare a volare Mandala. Il tizio ci aveva chiesto 400 rupie  e noi avevamo capito 40 e gli diciamo sì salvo poi arrivati a destinazione scendere dal mezzo e subodorando la solita truffa ai danni dei malcapitati torres (turisti) gli diciamo che o si prende 40 o chiamiamo la polisi. Alla pronuncia di polisi polisi il tizio ci esclama qualche improperio nella sua lingua che il lonely planet non specifica, ingrana la prima e ci manda in quello stesso posto che è anche vicino a casa di tutti.

It’s a small world after all, isn’t it?

Anyway, 40 denari risparmiati da mettere a bilancio che devo dire, con ancora circa 45 giorni da girovagare, tutto faceva brodo.

Insomma perché Cristiano decide di radersi? Il vanesio Cris a Tioman decide di volersi abbronzarsi bene il viso senza peli perché dopo Tioman i ragazzi sarebbero andati a Kuala Lumpur capitale malese.

A Kuala Lumpur saremo ospiti del mio ex collega del Berkeley Daniel Collins che un anno prima aveva preso moglie e figlio di un anno per andare a fare il GM in un 5 stelle  a KL appunto.

Da Daniel di nuovo riassaporiamo la civiltà ed un bagno con tutte le cosine a posto: lavandino, doccia, forse no bidè che nel resto del mondo era ancora un sanitario poco compreso.

Diciamo che Daniel non può essere annoverato tra i miei incontri impensabili in luoghi casuali o viceversa, tipo Giacomo a Khao San Road, ma sarete d’accordo che partire per Bangkok con una bozza di itinerario e dire sì ok se passiamo per Kuala Lumpur ti vengo a trovare, non è propriamente un fatto comunissimo. 

A KL, oltre alla civiltà di avere una doccia ed un tetto non di paglia, trovo un contatto con la moderna ed allora nascente novità tecnologica degli anni 90. Internet.

Provo ad usare un PC e Daniel cerca di spiegarmi questa novità tecnologica ma niente; non riesco a capire la procedura e Daniel anche mi dice che ancora non ha dimestichezza con quella scatolina che si fa chiamare modem. Insomma premi là, pigia lì, muovi il mouse, apri una icona sul desktop e niente, non succede nulla.

Ci vorrebbe un amico. Ci vorrebbe un Cico.

Senti Danielì, ieri c’è stato il ritorno della finale di coppa Italia Roma Torino e io devo sapere com’è andata. O meglio, non come è andata l’andata bensì come è andata al ritorno.

Chiaro a tutti !

Mi fai fare una chiamata internazionale a papà ? Te la pago ovviamente.

Capisci te; mangiamo le formiche, sfacchiniamo km a piedi per risparmiare una corsa in tuc tuc ed alla fine butto via giorni di digiuno per una telefonata a mio padre, mica per farmi vivo dopo non so quanti giorni che non lo facevo, ma per venire a sapere che il Principe aveva fatto una tripletta di rigori (ndr Giuseppe Giannini mio idolo giovanile) ma purtroppo anche che, Andrea Silenzi fece i 2 gol che significavano 5 a 5 ma Toro vincente per la regola dei gol in trasferta.

Cioè Andrea Silenzi ex ostia pescatori; stessa società dove diedero i primi calci dentro un campo di pallone, dietro le gru dei palazzi in costruzione e terra e polvere che tira vento e poi magari piove (cit), anche Alessio Scarchilli e Massimiliano Cappioli. 

Non Danielino De Rossi che invece come tutti ben sapete è cresciuto all’Ostia Mare.

Anyway (barra 18 breisure kind of cute), saputa la notizia che mi intristisce il giusto, anche perché dopo il 3-0 dell’andata, non era lecito cullare sogni di remuntada, anche KL aveva poco senso ormai.

“Europe is fucked” furono le parole pronunciate da uno chef belga in quel di Kuala Lumpur parlando del mercato del lavoro alberghiero e forse non solo quello…

Dunque il tempo di andare a visitare la moschea più grande del sud est asiatico, fare un paio di lavatrici un giretto ed un passaggio con la limousine del hotel di Daniel, la Malesia non aveva altro da darci mentre le sirene dell’indonesia già ci chiamavano ed il lonely planet giallo ci diceva, che più a sud si andava, più si respirava un’atmosfera di terra promessa. Sarebbero stati gli ultimi giorni della nostra bibbia gialla che avremmo perso su un qualche sedile di un qualche autobus rigorosamente improvvisato.

Ecchitelo tié, Silenzione Pennellone con la coccarda ar petto. Per diritto di cronaca gli altri gol del 5-2 furono di Ruggero Rizzigol e Sinisa, proprio lui, Mihajlovic, che trovò discreta fortuna e carriera  lontano da Trigoria.

Avrete capito ormai che le barre di Cristiano possono pure arrivare a 20mila km di distanza ma alla fine tornano sempre ad atterrare su un punto di non ritorno. 

Sempre là dove batte il cuore forte ancora.

Ma la Malaysia dopo il benvenuto altisonante. aveva in serbo, Sinisa a parte (brrr), un twist of fate prima di salpare da Penang a Medan. Un evento così naturale in quel posto del mondo ma forse proprio per quello ancora più inaspettato.

Mai sentito parlare dei monsoni?

E poi magari piove (ari cit).

Il Nubifragio.

il 27 giugno del 93 arrivammo a Penang che era già imbrunito e comprati i biglietti per il traghetto veloce Penang-Medan a Sumatra per l’indomani, ci riparammo in una guest house manco a dirlo la più economica e per quel motivo, non troppo vicino al porto.

Verso l’alba tuoni e fulmini ci svegliano. 

Vabbè un pò di pioggia che sarà mai…inizia a piovere dentro la stanza sul letto. 

Vabbè che sarà scanso il letto, il tetto inizia a sembrare un colapasta.

Vabbè ormai si è fatto giorno, ci beviamo il nostro tè caldo con pane tostato, tagliata di frutta e tagliamo la corda. 

Backpack in spalla e mettiamo il naso fuori. Ancora Giove pluvio.

Ebbi un accenno di nefasto presentimento quando vidi natanti ed imbarcazioni di fortuna passare davanti le nostre finestre, oltre un allucinazione di Noè col suo fido Orango Tango della famosa filastrocca ci son 2 coccodrilli…

Rickshaw, niente, tuc tuc volatilizzati come i taxi a Roma Termini dopo le 21.

Caro Max, zaino in spalla, scarpe in mano, piedi scalzi e vai a piedi verso il porto con l’acqua che ormai aveva raggiunto il livello delle ginocchia.

Credevo fosse il massimo inondabile cui avrei mai assistito salvo pochi anni dopo vedere i gommoni della protezione civile solcare le acque sulla Tiburtina…

Però ci sono modi e modi per far capire a 2 ragazzi che è ora di togliersi dalle palle no?

Indonesia here we come e la Malesia ci lascia la seguente eredità. 

Era il 28 giugno. A proposito vi ho mai detto che il 6 luglio era la data che avevamo fissato di risalire sul Qantas che da Singapore ci doveva riportare a Londra?

No vè? Dunque ci restavano solo 8 giorni pieni to catch that flight.

Non così presto. Belum. Think twice.  

Intanto il prossimo porto sicuro, sicuro è Medan, Sumatra, Indonesia. 

Sumatra proprio dove Johnny Utah trovò uno dei passaporti di Bohdi.

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