Barra 25 – COLORARE DENTRO THAILAND

SOUTH EAST ASIA EPISODIO 2

SOUTH EAST ASIA è pronta a essere rivisitata dai ricordi di zerocristiano.

Cabin crew ready for landing e poi seguiteci lungo la linea a puntini rossi.

Ripartiamo da qui. Atterrati a BKK col Qantas 002 da LHR alle 6.28 del 14 maggio 1993 con già in tasca pochi Baht, moneta thai, pochissimi ne servono per raggiungere la stazione del treno e visto l’orario di mattina, beccarci il pendolarismo indigeno, che mi ricorda molto quando, prepandemico, vedevo salire, o almeno provarci, a Ciampino stazione f.s., i turisti che da Ciampino airport, prendevano il treno del pendolarismo del sud Lazio sulla direttrice Cassino Frosinone Sgurgola.

Ma ‘nda do’ vieni, daaa Sgurgola? Alzi la mano, chi romano e dintorni, non ha mai detto o sentito pronunciare questa esclamazione, a significare lo stato di alienazione con cui gli abitanti di Roma centro, trattavano coloro che entravano dentro le mura aureliane provenendo dal contado.

Starete apprezzando che il nostro antieroe Cristiano avrebbe battezzato il suo buen retiro zagarolese a pochi chilometri a nord… Olgettino.

Bene. Esaurita la nostra divagazione quotidiana possiamo procedere ed una volta preso possesso del nostro alloggio in un vicolo adiacente khao san road, docciati e riposino per abituare il fisico alla nuova situazione climatica, ci dirigiamo camminando verso il palazzo imperiale.

Soprassiedo dal raccontare la “sola” che ci diedero 2 ragazzi bangokiani,  invitandoci a mangiare sopra di un tappeto a terra all’aperto, con le prime luci del tramonto, che rendevano lo scenario del palazzo imperiale, una cartolina con noi dentro. Fatto sta che i ragazzi ci avevano attratto parlando di calcio e cantando il motivetto di un estate italiana di Bennato-Nannini di Italia 90. Ci avevano distratto dal chiedere quanto ci stesse costando quella cena che poi avremmo capito trattarsi della più classica delle tourist traps. 

Ops dovevo soprassedere. 

Pazienza, ci saremmo ampiamente rifatti andando da lì in poi a mangiare nei posti più  economici consigliati da lonely planet.

Fu in uno di questi di khao san road, che mentre guardavamo un film o le BBC news, io casualmente, voltando le spalle per osservare la fauna presente, vidi un familiare  tizietto piccoletto con scuri occhiali da sole. 

<<Massimo>>,dissi <<girati un attimo guarda quel tipo laggiù non sembra mica Giacomo?>>

<<Nooo cazzo dici? Ma aspetta cazzo…ma forse forse… cazzo sei Giacomo!!!>>

Impossibile non divagare che negli anni 90, ero famoso tra i miei amici (Andrea Rhodio e Stefania Ballarini le vittime predilette) per incontrare persone che conoscevo in luoghi improbabili. L’ultimo era successo nel 92 a Land’s End Cornovaglia dove dissi la frase Ma tu sei Fabrizio? E poi il MA tu sei Lucio a piazza Barberini BOBOY no. 5 …rispettivamente amichetto della parrocchietta del tiburtino che non vedevo da almeno 5 anni e fratello del mio amico Massimo caprese che non vedevo da 36

Si mette male per il Thailand episode. 

Stiamo ancora al carissimo amico…

Giacomo.

Vabbè acceleriamo un pò. 

Bus + imbarcazione per Koh Samet con Giacomo. Prima diarrea a Koh Samet in seguito ad assunzione di acqua diversamente potabile, maltempo e via, ritorno a khao san rd. Salutiamo Giacomo e noi prendiamo un tour organizzato (si fa per dire) per il nord a Chiang Mai dove ci aspetta nel programma trekking ai bordi della Birmania,  incluso incontro con le truppe armate al confine, elephant ride nella foresta pluviale pioggia inclusa, cena con opzione oppiacea non inclusa ed a concludere bamboo rafting, con cadute in acqua a piacere, dalla zattera artigianale; ovvero come non rilassarsi in una vacanza avventura. 

Oppio escluso.

Soprassiedo sul Passaporto di Linda scozzese che, avendo lasciato l’appartamento di queenstown rd. dimenticando di pagare la sua quota delle ultime bollette, dimenticò anche il suo passaporto che venne con noi in viaggio, ma anche con noi  tornò indietro.

Massimo tirò su un po ‘ di bhat contanti mentre io andavo a travellers cheques della Thomas Cook.

Di nuovo khaosan, ma solo per drizzare consistemente verso sud, arcipelago del mar di thailandia. Koh panghan nello specifico spiaggia di Hat Rin dove il 5 giugno si sarebbe tenuto il celeberrimo raduno di musica house Full Moon Party. Il decimo giorno di Hat Rin in un bungalow a 1500 lire al giorno colazione e ventilatore  inclusi, ovvero il giorno prima del acid raduno, decidemmo di andare oltre e attraversando una breve lingua di mare raggiungemmo Samui. Salutai con un casto bacio sulla guancia la dolce massaggiatrice thai che era venuta a vedermi salpare, mentre in Max insorgevano sintomi febbrili. Denghi fever fu il referto e giù di antibiotici e antipiretici.

Il tempo che Massimo si fosse ripreso dalla Denghi che l’11 giugno festeggiamo il mio compleanno con altri backpackers spegnendo la mia 24esima candelina infilzata in un banana split. Compleanno esaurito e denghi fever anche, cos’altro poteva tenerci a Samui ancora più a lungo? Facile, ritrovarsi senza passaporto.

Una delle smaltite peggiori di sempre. Una mattina ci svegliamo trovando la porticina del bungalow aperta dall’esterno. Marsupi andati introvabili con all’interno pochi baht ma ben 2 passaporti italiani. I nostri. Massimo già prefigurava la malasorte e dover ritornare a BGK all’ambasciata a rifare i passaporti… sigh. Piani all’aria.

Il tempo di andare al villaggio a sporgere denuncia di furto, ritornare al bungalow, parlare coi gestori e con gli altri turisti che la mattina seguente scendendo la scaletta del bungalow noto sotto lo stesso 2 oggetti…marsupi…i nostri iii…cuore a mille e superfiuuuu passaporti intatti all’interno.

Segnale divino che anche Samui non aveva altre emozioni in cantina per noi dunque pronti via verso phi phi appena a sud della chiacchierata Phuket.

Nel bungalow in muratura  a phi phi avevamo addirittura la doccia, il massimo del lusso che avevamo valutato di poterci permettere dopo i primi 30 giorni di SEA. Foto, snorkeling ed un’amicizia norvegese di nome Trude Mette che poi rividi a Roma il giorno della vittoria di Berlusconi del 94 e il primo terzo terzo, thailand chapter, può, tra ali di folla in visibilio, ritenersi concluso.

Tornando indietro, dovete sapere che la Denghi Fever è data da puntura d’insetto ed io e Massimo dormivamo nello stesso letto nel bungalow spartano da 1500 lire di Hat Rin, pertanto quella notte la zanzara scelse Massimo e la leggenda narra che quella ultima notte Max decise di scambiarsi posto con me perché era a favore di ventilazione…ma le malelingue dico io.

See you in Malaysia next.

Nel prossimo episodio.

Passaggio confine Thailandia-Malesia

Mare in Malesia.

Kuala Lumpur 

Il mio ex collega Daniel Collins

Via dalla Malesia verso L’Indonesia

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