Barra 23 – ER GO’ DE TURONE (ERA BBONO)

Colorare dentro i bordi - stagione 1 - episodio 3

La saga CDIB che giunge al terzo episodio, come facile immaginare, è liberamente ispirata dalla serie Netflix SLIB di Michele zerocalcare. Michele è partito dalla capacità dell’individuo di seguire la linea tratteggiata della propria crescita personale e così restare in carreggiata per successi ed obiettivi. 

ZeroCristiano, parafrasando zerocalcare, intende invece tirare una linea e raccontare alla platea le cose di ieri che lo hanno portato ad essere la persona che è oggi. Qualunque essa sia.

Intende tirare una linea, anche col suo passato di bambino innamorato del calcio di una volta e colorarci dentro un’altra bella storiellina. Il bel calcio dei “questione di centimetri”, dei “ci pagano per divertirci”.(frase che poi qualcuno ha preso alla lettera dando così vita al calcioscommesse)

Correva l’anno 1981 e l’ex bambino Cristiano, cercava di capire perché l’arbitro Bergamo avesse annullato quello che ancora oggi ricordiamo “tutti”, come la più grande ingiustizia del calcio italiano del dopoguerra;

Signore e signori ecco a voi…ER GO’ DE TURONE

Ho basato tutta la mia vita sul rimpianto de er go’ de Turone.

Era una domenica di maggio e mia cugina si sposava.

Ma io dico Zia Lina con sangue giallorosso non ha guardato il calendario della serie A ?

Comunque, ma se provassero scientificamente, inoppugnabilmente che er go’ de Turone fosse veramente in fuorigioco?

Una vita vissuta basata su una bugia. Ma no dai, non scherziamo. Turone veniva da dietro.

Eppure non possiamo non dare ascolto a quella ristretta cerchia di negazionisti.

Coincidenza vuole che indossino tutti una casacca a strisce bianconere? 

Cosa veramente successe quel 10 maggio 1981?

Cosa ci hanno nascosto tutto questo tempo?

La terra è veramente rotonda? 

Niente, ancora oggi a distanza di 40 anni non si riesce a decifrare se Turone fosse dietro la linea dell’ultimo difensore bianconero (Prandelli).

Chi lo ha letto, ricorderà in episodio 2 di colorare dentro i borders, bimbo cristiano quasi decenne era a casa di zio gasperino Caviglioli ed accade invece questa volta, 10 maggio 1981 mentre si consumava lo scandalo, si trovava al banchetto nuziale di sua cugina maggiore sempre parte Caviglioli ovvero quella di Mamma Laura.

Ciò che nessun negazionista oserebbe dissentire, è che si trattò di uno straordinario esempio di calcio moderno, che portò in area di rigore 4 attaccanti romanisti contro 3 difensori juventini, portiere Zoff escluso, come si apprezza dalla foto.

Era il 1981, la Roma dell’Ing. Viola e Nils Liedholm, si diceva, faceva un gioco moderno, e se andate a guardare il video, l’azione inizia dalla destra passa per il centrocampo e torna indietro per ritornare avanti e con l’inserimento a sorpresa dello stopper che porta via l’uomo, libera l’ala al cross e poi seguendo la sponda di testa del centrattacco, finisce per finalizzare il gioco, come cantava Luciano Ligabue in una celebre ballata a sfondo calcistico di centrocampo, da chi segna sempre poco.

Come accade quasi sempre, nessuno, incluso l’autore, sa bene dove andrà a parare la barradicristiano.

Questa, nello specifico, è nata sulle orme del filone calcistico post baratro della retrocessione daaa maggica del maggio 1979. A solo 2 anni dal baratro dal sapore vagamente Laziale (cit. Lorenzo/Corrado Guzzanti), andare al Comunale di Torino a giocarsi il miraggio di uno scudetto e coi favori dei pronostici perdipiu. 

Le cronache dell’epoca parlano di una Juve a corto di fiato ed alle prese con beghe sportivo giudiziarie (strano gli integerrimi biancozebrati) e perdipiù ridotta in 10 per colpa dello scellerato Furino, antipatizzante romanista, sportivamente parlando.

E come il lupo che fiuta il sangue della propria preda, come Lewis Hamilton fare il sorpasso all’ultimo giro di pista di circuito di formula 1, sul rettilineo dopo l’ultima curva e trovare dal nulla una volante della stradale con la paletta alzata a fine sorpasso che ti intima di accostare.

E tu dici “ma agente c’era la linea tratteggiata!” e comunque “agente siamo in un circuito di formula 1 che ci fa una volante qua?’” E l’agente proferire le classiche parole: “faccia meno lo spiritoso ed esibisca patente e libretto!” con tono perentorio, mentre il pandino fiat bianconero guidato dal  pensionato con l’immancabile cappello controsorpassa oltre, indisturbato verso il traguardo.

Pensavo a noi romanisti, popolo de piagnoni come recita Sergio Brio in un episodio di Boris al cospetto del capo elettricista Biascica Augusto, salvo poi, grazie ad un sondaggio semiserio su linkedin e whatsapp chiedere se il go’ fosse bbono o meno.

Il sondaggio è uscito fuori dai bordi, colorare dentro i bordi ha debordato fuori i confini del grande raccordo anulare per disquisizioni sui massimi sistemi: il gol non gol di un metro di Muntari a Buffon (che oggi sarebbe “tanato” dalla VAR) e dunque non rientra di diritto negli archivi di Dana Scully e Fox Mulder.

L’impatto in area di rigore al Delle Alpi tra Ronaldo che fa sfondamento su Iuliano per dirla in gergo cestistico. 

Dunque, sempre sotto la Mole Antonelliana, tutto farebbe pensare ad un complotto architettato dai soliti noti, se non uscisse fuori dagli archivi youtube un c a p o l a v o r o di goal a cura di Roi Michel Platini in una finale della coppa intercontinentale del 8 dicembre 1985, Toyota cup per volere dello sponsor unico in quel di Tokyo.

Il gol di Dio con la mano di Diego da Villa Fiorito o era forse il contrario. No perchè il dubbio, che Dio a Maradona avesse prestato non solo la mano quel pomeriggio afoso allo stadio Azteca di Città del Messico, è venuto un pò a tutti noi,  che eravamo in religioso irrazionale metafisico stato di aboccapertismo dopo 4 minuti. Un pò stile i primi arrivati fuori dal sepolcro di gesù cristo redentore che si guardarono l’un l’altro increduli come a dire; “se tu ti azzardi a dire qualcosa io non ho visto nulla”.

Alla fine è tutto un pretesto, il calcio come metafora della vita, er go de turone è esistito per davvero o è una leggenda che si tramanda di padre in figlio? Gli alieni (Diego a parte) esistono davvero? Nei famosi genocidi con la Shoah capolista, si sono veramente perpetrati quei crimini di cui i libri mainstream di storia li accusano?

il 27 gennaio 1945 le truppe dell’Armata Rossa entrarono e liberarono il campo di concentramento di Auschwitz ed ahimè ahinoi ahiloro scoprirono che lì non fu un’illusione collettiva, non c’era nessun guardalinee ad alzare abbassare la bandierina, nessuna paletta della stradale alzata a bordo strada. niente di niente.

Siccome non ci piace terminare le barredicristiano tantomeno la saga di colorare dentro i bordi tra bordate di disapprovazione concludo con qualche estratto dai miei social in risposta al sondaggio di cui sopra.

“non so cosa sia”

“ er go de Muntari era bono”

“era bono sì”

“manco commento”

Come vedete nemmeno percentuali bulgare. 

E magari tra 10 anni vedremo come cambieranno le percentuali e magari anche zerocristiano alla fine ammetterà: 

“Mah! Mica ne sò più tanto sicuro!”

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