Barra 21 – IO E STING

COLORARE DENTRO I BORDI - EPISODIO 1

La barradicristiano n.21 si fa attendere, come la più bella ragazza della scuola al primo appuntamento. Endgame brit or britout you 5 ha lasciato cicatrici, tanto che il nostro comunissimo normalman antieroe Cristiano, fa non poca fatica a riprendersi nel suo angolo sul ring della vita. La folla in visibilio per le silurate dirette al suo ex bel faccino kind of cute, (ricordate BREISURE barra n. 18?) è ora in trepida attesa di conoscere il destino di “TUTTIMISTIMANO” Cristiano. L’arbitro al suo angolo ha iniziato a contare…Cristiano barcolla, sta per mollare? I bookmakers lo danno 1 a 10; “ ‘gnapossofà”; una delle frasifatte più ricorrenti della sua vita ma in realtà il suo modo di esorcizzare la sua inadeguatezza,  ad intendere pertanto esattamente il contrario, per dire dunque, “certo che jaapossofà” un pò come “BAD” di Micheal Jackson che voleva dire infatti GOOD.

Ve la spiego un altra volta?

Il suo mental coach, un similarmadillo ma solo appena appena vagamente zerocalcariano, gli manda messaggi distensivi della serie: “stai calmo Cristià e rimetti insieme sti du cocci de neuroni”. Mica mi faccio influenzare da uno smidollato fumettista di Rebibbia, io cresciuto a Monti Tiburtini, quando giocavo a pallone dove ora passano i treni della Metro B; dicevo appunto, mica mi faccio influenzare da uno di borgata che ha descritto così vicinamente alla realtà, il pensiero di un’intera generazione di ragazzi ormai ex ragazzi nati ai bordi di periferia ?!!? Nooo. Mica!

Mentre l’arbitro è quasi arrivato a contare a 8, il cristianoarmadillo dà gli schiaffetti del caso, per cercare dal suo assistito se stesso, una reazione che si possa definire tale.

Riuscirà il nostro Sig. Malaussène der Tiburtino a rimettersi in piedi con le sole proprie forze al centro del ring, prima che l’arbitro della vita arrivi a contare il decimo dito delle mani e pronunciare la parola knock out?

Dicevo dunque, che quando stai là al tuo angolo in balia degli eventi, ti vedi pezzi di vita passare davanti gli occhi, o quel che resta di essi, dopo aver preso bordate da destra e manca sulle arcate sopraccigliari stile Rocky o Toro Scatenato. Il pugile quasi al tappeto Cristiano, nel momento del gronge, ripensa ad un passato di 36 anni fa; la folla in visibilio di cui sopra, lo riporta ad un 3 dicembre 1985, ovvero 36 anni fa, avantieri. 

Avanti c’è posto! Chi viene? 

ante scriptum; le prossime righe sono tratte dal diario dei ricordi scritte dall’allora 

16enne Cristiano:

In possesso dell’ingresso n. 5051 del concerto dell’ex Police, STING, al secolo Gordon Matthew Sumner, esco di casa alle 7 per sorbirmi 6 ore di autogestione a scuola ma il vero viaggio verso il Palaeur comincia alle 15 quando esco dalla casa dei miei nonni materni a San Paolo per recarmi alla stazione eur marconi, dove già mi aspettano Andrea e Christian. Andrea è pieno di cassette fra le quali vedo the riddle, Bochum ed i Pooh (bestiale!!!). Christian invece ha preparato originali espedienti per eludere la perquisizione dei carabinieri e per far passare apparecchio fotografico ed il registratore. ore 15.45 ci “accomodiamo” sull’asfalto davanti al cancello E che ci porterà sotto il palco a tu per tu con il divino (non è Falcao). Alle 18.40 dopo un gran lungo penare si aprono i cancelli ed appena oltrepasso il cordone dei carabinieri, ingaggio una gara con altre 20 persone per scale che conducono al parquet. Sono dentro, vedo uno spazio in prossimità centrale del palco ed appena arrivano Christian ed Andrea “se sbragamo”. L’attesa è lunga a si prospetta alquanto comoda ed appetitosa. Vengo subito smentito da un improvviso movimento di persone che ci costringerà ad aspettare 2 ore in piedi ed ad indietreggiare di alcuni metri. Andrea è mortificato, Christian è disperato ed io mi godo il colpo d’occhio che presenta il Palaeur e pregusto la goduria, l’emozione e commozione che mi arrecherà la visione della divina figura.

Ecco arrivate le 21:05 “Ciao Roma! Buonasera!” e via Shadows in the rain, Driven to tears che mi mandano in visibilio. Sul palco c’è lui, tutto di bianco vestito. Giacca, pantaloni, scarpe da tennis stile Stan Smith.

Sulla sinistra del palco, la sezione coro composta da Janica e Dolette è di quelle che rubano l’occhio e si fanno notare non solo per le loro qualità vocali. Branford Marsalis at the saxophone ed ancora via con la musica Bring on the night, preceduta da Consider me gone, Children’s crusade, one world not three miscelata con la reggaeggiante Love is the 7th wave ed infine we work the black seam. In when the world is running down, Branford si concede al pubblico con un RAP da tripudio. E poi ancora le nuove Everyday, Moon over Bourbon street e la bellissima sentimentale Fortress around your heart che stanno a significare che il primattore è sempre lui. Il concerto, Sting ed anche noi pubblico prendiamo tutti quota fino ad arrivare al settimo cielo con la hit If you love somebody, set them free.

Ore 23:  Nessuno sul palco, un faro spara un cono di luce sul palco. Sting e Branford eseguono la pur sempre intramontabile Roxanne versione Wembley stadium Live Aid.

e’ tutto così bello: Sting, Dolette, la musica; eccola bella cantata tutta a squarciagola la canzone che è riuscita a farmi piangere, ridere, ballare, tutto insieme; cosa può essere se non Every breath you take, esaltatrice dell’amore nella sua piena possessività e dipendenza, la legge del you belong to me. Poi ancora I burn for you che ripropone la vena hollywoodiana di sting e finalmente il messaggio in una bottiglia, preceduto dall’immancabile Ale Oò, cantata con quel poco di voce rimasta. Stupendo ora sono di nuovo tutti sul palco al fianco di Sting, sacrificatosi chitarrista…è un continuo lancio di S.O.S., UN BATTITO DI MANI ASSORDANTE CHE MI FA PERDERE LA SFERA DEL REALE <<grazie a tutti Grazie Roma>> sono le sue ultime parole in un italiano stentato anche se premeditato. E noi a te oh divino oh grandissimo, oh bellissimo oh buonissimo: Thank you and see you soon e perchè non insieme agli indimenticati Stewart ed Andy The Police.

Ore 23.35 il concerto è finito e ritrovo Andrea che avevo perso nella bolgia mentre Christian era completamente scomparso.

Ora le foto non sono venute; la registrazione è di qualità mediocre ma per Sting cosa non farei. I love you.

 

5 dicembre 2021

Il concerto di Sting del 3 dicembre 1985 è finito, lo stato di gronge del pugile Cristiano permane, almeno fino al prossimo disegno da cercare di colorare dentro i bordi, fin quando il nostro Cristiano ne ricorderà di altre belle. Altre belle come Dolette?

Beh sì, il caro Sting si porterà dietro Dolette per tanti altri tour e Cristiano sarà sempre là sotto il palco a colorare il più possibile dentro i bordi o perlomeno provarci.

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