Barra 19 – THE FINAL CUT

Brit or britout you episodio 4

B.O.B.O.Y. 4 è la Londra della presa di coscienza del nostro typical italian good lad Cristiano, che mette a frutto i bagordi ed i divertissements di BOBOY 1 2 e 3, intuendo che la strada era tracciata, la vocazione era ormai additata verso cosa avrebbe dovuto essere professionalmente ed umanamente parlando.

Un professionista dell’ospitalità con spiccate capacità interpersonali. Così dicono di me coloro che non conoscono il mio lato oscuro dei borseggi alle vecchiette dopo il prelievo della pensione e del trucchetto dello specchietto retrovisore, per alzare qualche extra a fine mese.

The dark side of Cristiano per rimanere in orbita Pink Floyd e per rimanere a loro volta in orbita BritaIN. Ma qui parliamo di BritAUT e dunque è la Londra di Wembley Stadium, della finale di Champions’ League Samp Barcelona (0-1 Ronald Koeman al 112°) e dell’anno seguente, finale di coppa delle coppe Parma Anversa (3-1)  dove c’era anche lì il prematuramente scomparso Roberto.

Nel 91 dopo mesi di house porter, il croato Mr. Popovic caporeparto del room service del Berkeley mi dice nel suo perfetto italiano: “sei un bravo ragazzo, è da un pò che ti osservo, perché non vieni a lavorare per me?

Of course, di corsa Mr. Popovic. E dopo pochi mesi di room service commis waiter, non ti  vedo entrare nello stanzino del second floor service, una domenica pomeriggio, niente popò di meno che il Manager on duty, nonché Reservations & Reception Manager, Mr. Andrew Wall, che mi dice: You are a friend of Umberto’s. I trust Umberto and Umberto says you can become a good Receptionist…”?

Dopo il colloquio con il vice GM Patrick Smythe, che mi dice you are a good boy and you now go in ferie one week and then you start your trial at the reception, ricordo me stesso, che ubriaco di gioia senza nemmeno essere passato dal pub, mi metto a cantare a squarciagola su Hyde Park Road “I’m walking on sunshine” tema soundtrack de “Il segreto del mio successo” starring Michael J. Fox.

Quando dopo 6 mesi di Junior Receptionist, Ian Mcintosh lascia il posto da Chef de Brigade vacante e prima di lui Daniel Collins, che dirapa a Kuala Lumpur,  famiglia al seguito, a fare il GM in una lodge di lusso, mi si apre apre una tangenziale deserta.

Credits to Umberto ed Andrew che videro in me addirittura doti di leadership.

Prima c’era stata la tedesca Simone, l’autoctono Peter Brackley, Andrew Ziebarth Aussie; Paolo Babacci da Via Appia Antica, Patricia McVey, un danese Tomas Kastberg nell’estate che la Danimarca ripescata per la defezione della Jugoslavia, afflitta dal conflitto dei Balcani, non ti va a vincere un europeo di calcio against all odds?

Against all odds, contro ogni pronostico, proprio come me, receptionist shift leader di un hotel a 5 stelle, a Londra centro, con 23 anni di vita e zero di esperienza…proprio come qui da noi. Uguale uguale. Paro paro si dice a Roma.

Ma facciamo un bel passo di un bel po ‘ di mesi indietro.

Al 248 di Queenstown rd, divido l’appartamento con parecchia gente. Massimo di Capri pastry chef del Berkeley col quale decido di share a room e Mauro di Albano Laziale. Indossa la tuta azzurrina dell’esercito italiano con la stelletta da sottotenente e gli chiedo: “che corso sei?” io 135° lui qualcosa prima. Oltre il giardino mi presenta gli inquilini italiani della casa accanto al civico 250. Luca e Tony bergamaschi e Massimo di Stresa. Con Mauro e Massimo l’intesa è enorme, le affinità elettive,il calcio guardato e giocato,la passione per il viaggio. La passione per il cinema: “Mediterraneo” di Salvatores freschissimo vincitore dell’Oscar resterà a lungo il VHS più guardato della storia di Queenstown Road, (ancor più del fermo immagine delle gambe di S.S. che si accavallano in Basic Instinct). Tutto si tradurrà in un’amicizia che ancora oggi regge lo scorrere del tempo

Qui in posa da sinistra a destra con Marco (che ritroveremo nella barra 51), con alle spalle la iconica allora dismessa ed abbandonata Battersea Power Station.

Ricordate vi dicevo di comprare delle torce, metterci abiti mimetici ed introfularci di nascosto nel compound della centrale? una cosa su cui non ho messo la spunta.

Entrambi verranno al mio matrimonio 10 anni dopo le nostre Londre; per anni avremmo continuato a giocarci una pizza tra chi arrivava peggio piazzata in serie A tra Samp Roma e Torino ed ancora conosciuti di fresco, lavorando essi alla London Student Travel a Victoria (aridanghete) mi garantiranno una student card ogni anno di Londra.

Alla fine per titrare le somme di questi 6 anni con intervalli + o meno lunghi, Londra è stata come una piantina della metro; difficile da districare nei ricordi, ma ben chiaro nel momento in cui la vivevo, dove stavo andando, cosa avrei dovuto fare, le amicizie che avrei dovuto portare avanti; un pò come quando passando da una linea all’altra sapevo esattamente su quale vagone del convoglio avrei dovuto posizionarmi, per scendere davanti al varco più vicino, per raggiungere l’altra linea in tempo e percorso più breve.

Erano i mesi che non si andava più al Panino di Soho, si andava al baretto a Battersea a vedere 90° minuto. Avvicinarmi al West End dei teatri, alle discoteche di Leicester square, all’Hippodrome, mi veniva l’orticaria solo a pensare di andarci, se non solo quando veniva a trovarmi qualche amico da Roma, un pò come il giro obbligato di Fontana di Trevi e Piazza di Spagna quando vengono amici a Roma. 

Divagazione del giorno: ma vi ricordate voi Piazza di Spagna l’estate, i ragazzi con la chitarra seduti sulla scalinata a suonare, cantare, bere e rimorchiare le turiste straniere? 

Oggi non ci si può più nemmeno più stare seduti, figurarsi il resto.

Mah, io non lo so mica se mi piace il progresso.

Come non so se mi piace come sta finendo questa BritOrBritOutYou saga.

Partito dalla Brexit, il passaporto, i Whops, il Burger King di Piccadilly, le partite di calcio a Hyde e Battersea Park, le feste col garlic bread, gli stadi inglesi senza barriere tra pubblico e calciatori, gli autobus a 2 piani aperti sotto che si saliva e scendeva al volo dove capitava, i saldi lungo i 2 km di Oxford Street, i cd in offerta al HMS Oxford Circus a trascorrere interi pomeriggi, i film in lingua originale su VHS a Tottenham Court Road, Camden Market la domenica, Camden Palace il martedì serata INDIE music, si scendeva alla stazione Angel.

La bancarella di CD usati a Portobello Market. Si scende a Notting Hill.

Wembley Arena al concerto degli Hothouse Flowers prima e dei Marillion poi, Hammersmith Palace per il concerto dei Deacon Blue prima…(i Deacon Blue!!!) e del mancato concerto di Sting SOLD OUT poi.

Britorbritoutyou the final cut, è un pò come al concerto di Vasco, quando iniziano le note del pianoforte della intro di Albachiara, sei consapevole dopo 3 ore di musica di essere giunto al momento di salutare, ma allo stesso tempo vorresti che non finisse mai.  

In ogni stazione, che ho frequentato o per lavoro o per andare a casa, che ho evidenziato in verde nella foto, ho lasciato un pezzettino di cuore.

PICCADILLY CIRCUS ai tempi del BK e del Panino a Soho, EALING BROADWAY, WIMBLEDON, HOLBORN, WOOD GREEN, BATTERSEA PARK, FELTHAM, STREATHAM HILL, ovviamente HYDE PARK CORNER per il Berkeley e di nuovo BATTERSEA PARK a concludere.

Maggio 1993 infatti, io e Massimo di Stresa, ormai fed up with London vogliamo ritornare a mangiare in pianta stabile, carbonare ed amatriciane, pizze fine e fiorentine.

Ma non prima di concederci 3 mesi da backpackers in Southeast Asia. Da Bangkok a Jakarta via Kuala Lumpur Denpasar Singapore.

Ma quella è tutta un’altra barra. 

La prossima numero 20? 

God only knows.

Ho tenuto la lama con le mani che mi tremavano

Pronto a farlo ma appena il telefono ha suonato

Non ho mai avuto il coraggio di fare 

THE FINAL CUT. (roger waters 1983)

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