Barra 11 – IT’S COMING ROME

ALLA FINE E’ VENUTA

Non ancora sopita digerita la sbornia della vittoria dei campionati europei di calcio, ritorno a quell’11 luglio che come spesso mi accade mi dà + brividi adesso a freddo dopo aver metabolizzato.

Ecco la faccia di Gigione Donnarumma. Non l’aveva capito nemmeno lui che aveva appena parato il rigore della vittoria, perché i portieri professionisti sono così; un rigore alla volta.

Mai pensare a quello che avrei potuto parare 60 secondi prima, mai pensare che tra 2 rigori potrebbe essere l’ultimo. Restare concentrati sul pezzo, sul presente, momentum.

E’ così che funziona. il momento che stai vivendo è più importante di quello che è appena passato e di quello che arriverà dopo. Il passato, il futuro sono fatti di tanti “presente” in sequenza. Raramente il contrario, a meno che non ti chiami Marty McFly..

Oggi è 23 luglio e non so dove mi porterà questa riflessione.

Per ora so solo che sarà il contenuto della undecima barradicristiano.

Ci sono temi importanti là fuori! Pandemia, occupazione, tensioni sociali, il lavoro, la salute dei miei cari e non solo, il mio cuore che batte, sempre, forte.

 

Allora alla fine dei giochi cosa resta della vittoriosa campagna europea del calcio azzurro ?

Gesti tecnici? Sì per carità; il goal di Insigne contro il Belgio, il rigore al cardiopalma di Jorginho della vittoria contro la Spagna, la tigna, la voglia di vincere ed anche l’ottimo inglese di Chicco Chiesa nelle interviste ai media stranieri. Le parate di Gigio 21 Donnarumma e la parata di terga di Spinazzola sul quasi ineluttabile Lukaku, prima di lasciarci un tendine in semifinale.

Ma poi? Sì ragazzi tutto molto bello, come telecronacava Pizzul descrivendo il gioco spigliato della nazionale di Arrigo Sacchi vicecampione del mondo nel mondiale americano del 94.

I gesti tecnici restano nei video youtube, negli annali, nei disegni, nell’immaginario popolare.

Pertanto mi urge ricordare poche ma imprescindibili perle:

i 2 gol di Maradona contro l’Inghilterra (sempre loro sfigatelli però nel gioco che hanno inventato) nel mondiale messicano 1986, Van Basten all’Olympiastadion di Monaco di Baviera nell’apoteosi orange agli europei 1988, Savicevic col pallonetto su Zubizarreta in una finale di Champions, l’urlo con corsa di Tardelli e se vogliamo più che il tiro mancino seguita da corsa di esultanza di Fabio Grosso nella semifinale del mondiale vinto nel 2006, il filtrante “no look” di Andrea keepcalm Pirlo.

Ma anche in negativo, perchè ricordiamoci che dalle ceneri delle sconfitte nascono le vittorie quelle belle e per citarle tutte ne cito solo una Pasadena 94 Massaro, Franco Baresi e Roberto divincodino Baggio danno la coppa FIFA al Brasile. (durante i supplementari Mamma e Papà portavano Nonna Gina al pronto soccorso per un malore e non mi godetti nemmeno la sconfitta)

3 rigori sbagliati sbloccano il ricordo di 12 giorni fa, che però è diverso.

Noi perdemmo dal Brasile di Cafu, Romario, Bebeto, Leonardo. Non una squadraccia.

I poveri inconsapevoli inglesi non hanno fatto bene i conti di chi esattamente avevano davanti. 

Dall’arroganza e presunzione che avendo da poco giocato una finale champions tutta britannica, pensavano di giocare contro la solita Italia zavorra dell’Europa e non un gruppo di ragazzi motivati e condotti con maestria. 

Sì ma aggiungo una cosa che non mi è passata inosservata sin da subito.

Ovvero il fatto che la delegazione Italia, aveva 24 atleti e circa un pari numero di ex atleti, amici, motivatori o semplicemente qualcuno con cui parlare.

Vialli con tutta la sua storia, e giù di Lombardo, Evani, Salsano, De Rossi e Sirugu che prepara i biglietti motivazionali personalizzati e monta i videomessaggi delle famiglie dei giocatori, Spinazzola col tendine rotto.

Traduzione: Non potevamo non vincere.

Poi arriva il discorso pre-partita di C.T. Mancini (adesso capisco anche perché non ha convocato il suo omonimo Gianluca a fare da riserva a Bonucci e Chiellini. Gianluca se si fosse trovato al posto di capitan Giorgio non l’avrebbe strozzato quell’inglesino scalpitante sulla fascia destra con la sua stessa maglietta) e divago nell’82 le magliette si strappavano. Ricordate Claudio Gentile Vs chiunque gli passasse a tiro nella sua stessa zolla. (Maradona/Zico)

Dicevo, scusate la divagazione, Roberto Mancini scrive la formazione col pennarello sulla lavagna di carta col disegno del rettangolo di gioco e vai coi nomignoli: Gigio, Dilo, Giorgio, Leo…(pausa di suspence per la fascia sinistra), Spina e poi sorrisetto ammiccante e sorrisini in aula a nascondere la tensione del momento, Emerson, Jorgio, Marco, Bare, Ciro, Lorenzo e Federico. Per me bastava già così, mi aveva già conquistato allo Spina!!!

Invece prosegue con tono pacato con ALLORA pausa IO NON HO NIENTE DA DIRE…della serie ci ha messo più enfasi nello spot promozionale del turismo della regione Marche.

Possiamo dirlo che lo stile del Mancio non è propriamente lo stesso di Al Pacino in the Oliver Stone’s “Any given Sunday” ? 

Allora torno a bomba.

Si può vincere con la pacatezza, si può raggiungere un obiettivo con la gentilezza, si può motivare un team seminando serenità anziché spargere inutile e controproducente panico misto ansia.

 

Cosa non ci è piaciuto?

L’arzigogolato arrampicaspecchi capitan Chiellini liquefarsi per spiegare il perchè e percome si sarebbero inginocchiati o meno prima del fischio d’inizio, salvo poi ricordarsi nel discorso presidenziale alla soglia della marcia trionfale, del mai dimenticato amico collega Davide Astori prematuramente scomparso.

Cosa ci è piaciuto? 

La frase sibillina ma non troppo di Presidente Mattarella, quando sembra dire che la vittoria calcistica di Re Boris d’Inghilterra avrebbe assunto significati politici pericolosi per cui sospirone di sollievo dei cosiddetti spettatori neutrali. Neutrali una ceppa.

Un pensierino va al giornalista romano Michele Plastino che ha rischiato di vedere 2 allievi del suo laboratorio di giornalismo“piccolo Gruppo” commentare la stessa finale:

Fabietto ilmomentodivincere Caressa ed il più pacato ma anche più sfortunato Albertino attentiaquestiretropassaggi Rimedio. Ma non è così che andrà alla fine.

Io avrei voluto Civoli remembering Berlino 2006 invece fu Bizzotto con in commento tecnico mica un Lele èdominante Adani qualsiasi, bensì la bella squillante voce femminile di Katia Serra.

Inclusione, pari opportunità, paraculi?

Adoro Brunone nazionale Pizzul ma alla fine i mondiali li abbiamo vinti con Martellini e Civoli.

e non pensate anche voi che sia TUTTO –  MOLTO –  BELLO ? 

Let it be.

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