La Barra Zero – CIAO MA’

Ciao mà

Il 1 maggio dal 2010, per Cristiano, ma anche per molti altri, tipo suo padre/moglie/ fratello/sorella ad esempio, non è più solo la festa del lavoro, con annesso concertone a piazza San Giovanni, bensì, è come il mar Rosso che si apre al passaggio degli ebrei, come Andorra nei Pirenei francoispanici, come il Siam a Risiko, quando possiedi già l’intera Oceania, che ti assicura quel tesoretto di due “carrarmatini” aggiuntivi ad ogni giro.

È come la porta dello stargate oppure, per le generazioni Z ed amanti di anime giapponesi che dovessero mai venire in possesso di questo documento, e addirittura leggerlo, è l’improbabile macchina del tempo di steins;gate, che va ad incagliarsi nella facciata del palazzo della radio a Tokyo, nella zona di Akihabara.

1 maggio 2022

Nel pomeriggio postprandiale di oggi, mi ricordo di un primo maggio di solo 2 anni prima, in total lockdown da pandemia della prima ondata.

Dunque il 1 maggio 2022 ricordo il mio primo maggio 2020, che avevo trascorso a ricordare il mio primo maggio 2010 che al mercato mio padre comprò. (Cit)

Ci siamo tutti? Ok sicuri? Vado avanti, ovvero indietro?

Giancà ce sei? Concentrato mi raccomando! 

1 maggio 2020

I giorni precedenti, vi ricordo in forzata convivenza h24 7 su 7, li avevo trascorsi a sfrantacare la mia famiglia tra karaoke challenge e la stesura di una versione italiana di  before you go di Lewis Capaldi.

Partorisco “prima che vai”, dedicato alle vittime del covid ed a Laura.

Lei che aveva partorito me medesimo 51 anni prima, e che ci aveva lasciato di primo maggio 2010, in prossimità del suo 73esimo compleanno (30/5/1937) e del mio 41esimo (11/06/1969) ma questo lo sapete già.

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10220039747137321&id=1633235936

E dunque, più rifletto su questi primi 15 mesi di barre, e più mi sorprendo a scoprire che la barra pilota, il paziente zero Codogno style, era là, in pasto a Facebook, già da 2 anni oggi.

Ancora una volta, LebarrediCristiano fanno un salto spazio tempo ed al 12esimo  anniversario senza Laura, si proiettano come un super8 rabberciato, in modalità Nuovo Cinema Paradiso, nella scena in cui le forze dell’ordine chiudono la sala per oltraggio alla pubblica decenza, e per tutta risposta, il proiezionista Alfredo Philippe Noiret, proietta il film sul muro dell’abitazione prospiciente il cinema. 

Come i super8 anni 70 di mio zio Fausto. In uno di questi, Laura in minigonna ascellare, avrà avuto circa 35 anni, con una giravolta appare in una scena finale, appena prima che il nastro da 8 millimetri finisse la sua corsa da rullo 1 a rullo 2.

Bizzarro Cris! Ti sei ricordato minuto per minuto di una partita parrocchiale di maggio 1985  in un campo di calcio di periferia che adesso è una colata di cemento abbandonato tra le sterpaglie (BARRA N.30).

Di Camillo e Andrea Scatena al concerto di Sting al Flaminio nel 1988 (BARRA N. 31,  di persone incontrate casualmente alla fine della terra sulla punta estrema della Cornovaglia nel 1992 (BARRA N. 20 Fabrizio Martorelli) ed ora fai fatica a ricordare primomaggiosucoraggio 2010.

 

Liberamente tratto dalla mia bacheca facebook del 1 maggio 2020:

Primo maggio 2010:

Non ho un vividissimo ricordo di ciò che accadde e di chi ci fosse, ma pochi ricordi ancora li conservo.

il 30 aprile 2010 mi sarei  addormentato con la certezza, a quanto dissero i medici,  che Laura non avrebbe passato la nottata.

Pertanto mi svegliai la mattina del 1 maggio, chiamai il numero del policlinico Gemelli e dall’altra parte del telefono, un medico mi disse di andare e di fare pure in fretta. 

Laura era ancora tra noi, ma quanto tempo ancora?

Non so se ancora la rassegnazione non lasciava spazio… (scusate la sintassi disarticolata)

Che significava?

Laura stava lottando per restare in vita o le terapie che le stavano somministrando, le stavano concedendo qualche ora extra ? La 25esima ora.




Mamma doveva risolvere ancora qlcs prima di andare. Prima che vai, so che te ne vai, Before you go, preparate i fazzoletti… io l’ho fatto. Dunque, senza vergogna, tirate fuori ‘ste cazzo di lacrime. io aspettai il 30 maggio, compleanno di Laura per le mie, o loro, le lacrime intendo, aspettarono il 30 maggio prima di uscire.

Mariè, ti è entrato di nuovo qualcosa in un occhio o le stai uscendo anche te ? 

Non ho gran contezza di ciò che da lì in poi sarebbe successo

Le persone che vennero al policlinico Gemelli.

Tra i ricordi, quando arrivai la mattina del primo maggio, un Gemelli deserto, senza quel solito formicaio andirivieni di persone. 

Quello stesso Gemelli che, ironia della sorte, aveva dato alla vita le mie 2 creature ed eredi nel 2006 e 2009, ed ora a meno di 9 mesi dalla nascita di Matilde, reclamava indietro un pezzo della mia vita.

Sempre quella regola non scritta del cerchio della vita.

Policlinico Gemelli dà, Policlinico Gemelli toglie.

Uno pregusta tanto il piacere di vedere il proprio genitore viziare i propri figli che tutto si smaterializza così…ma c’è di molto peggio, pertanto non ho di che lamentarmi.

Pensai quasi: “grazie Mà che muori un giorno di festa, senza traffico in tangenziale e senza problemi di parcheggio dentro l’ospedale”.

Quello stesso malaugurato parcheggio, che 9 mesi prima, non trovandolo subito, mi fece arrivare al parto di Matilde, 8 minuti dopo che era già fuori, indossando una tutina azzurra anziché rosa…ma quella è tutta un altra barra.

Il dottore lasciò entrare me e Daniela e lo disse subito con quella naturalezza da dottore che non ci fanno vedere nelle fiction, sarebbe stata l’ultima volta che avrei visto Laura da viva o da intubata come era; Enzo e Giuliana che furono i primi ad arrivare, entrarono con noi.

Tanti tubi. Ho visto parecchi morti ma una persona intubata solo nelle fiction. 

Della serie: non fatevi film sul fatto che la paziente sia ancora in vita né che possa migliorare.

Il fatto che non vi ho detto, sennò sembra brutale, è che Laura era là nel reparto di Breve Osservazione (B.O.) già da qualche giorno, dal 26 o 27 aprile circa, dunque la situazione era già preparatoria ad una fine che non poteva essere diversa, era solo questione di giorni, ma il fatto che poi Lauretta ci chiamò tutti a raduno proprio il primo maggio la dice lunga su quanto fosse una persona mai banale.

Iniziarono ad arrivare papà, Fabrizio, Lorenza, Davide, non Alessandro che era ancora piccolo, Cinzia e Gianni, anche loro coi loro piccoli che dormivano nella macchina parcheggiata fuori.

Ricordo gli amici di Fabrizio: Rinaldo e Patrizia, Fabio e Tiziana, i Brecciaroli, Antonietta probabile stesse tenendo Alessandro piccolo, altrimenti sarebbe stata lì in prima linea. 

Zia Lina, zia Regina, cugini vari, sacri nipoti di Laura.

Altamente probabile arrivò Luca cugino per tenere su il morale come già in precedenza aveva fatto in una notte di pronto soccorso pochi mesi prima.

Ricordo dottori, infermieri, che avevano seguito mamma nei suoi ultimi mesi in corsia, che passando nel corridoio, basiti domandavano: “chi Lauretta nostra?!” 

Poi ricordo zio Rino che stava arrivando da FCO, dove zia Enrica stava atterrando da Toronto.

Enrica fece in tempo a vedere sua sorella, prima che portassero via il corpo ormai senza vita e mi è sempre piaciuto pensare, che mamma stesse aspettando proprio Enrica prima di andare. Before you go.

E adesso (tempo di covid 2020 ndr) che il Gemelli è tornato alla ribalta, ho rivisto in tv quel prof. Gasbarrini, anzi, “il mio professore” come lo chiamava Laura, in un senso di appartenenza a quel reparto ospedaliero che aveva frequentato per mesi.

Alla fine c’era una folla, che oggi non esiteremmo a definire assembramento.

Io, il piccolo di casa,  41enne, a chiamare una ditta di onoranze funebri…

Boh chi chiamiamo? Ero stato pochi giorni prima ad un funerale del papà di una mia amica e dunque composi quel numero così facile da ricordare per i romani: 23 23 23 B.D.C: .

Per i non romani googlatelo.

Ricordo di aver detto alla persona che rispose: “Buongiorno una mia amica mi ha parlato bene di voi”; manco stessi prenotando un hotel piuttosto che una pizzeria dopo aver consultato tripadvisor.

Eccola qui, una bella bara semplice semplice (non ho detto barra), come sarebbe piaciuta a Laura, elegante ma con pochi fronzoli, un bel legno marrone lucido che per quello che ci si doveva fare, avrebbe assolto al compito + che adeguatamente.

Ricordo zio Rino, quasi provò a dire “ma dai spendiamo qualche euro in +” ma si fermò lì senza proferire nullaltro.

Perdonatemi, se non ho ricordo di tutti quelli che erano quel 1 maggio 2010 al policlinico gemelli, ma sappi tu che c’eri che io ti ho visto e se hai in qualche maniera fatto parte del mondo di Laura, hai fatto parte anche del mio mondo.

Perdonami se ora, dopo 10 anni, ho dimenticato se tu c’eri, ma se tu c’eri tu lo sai e se c’eri sei sicuramente una bella persona, perché Laura si circondava solo di belle persone.

Ciao Mà.

P.s. Mamma, t’è piaciuta sta barra?




2 commenti su “La Barra Zero – CIAO MA’”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *