97 – CASE, LIBRI, AUTO, VIAGGI, CENTRO COMMERCIALE

poi pensavo a quanto è inutile il mondo delle barre

In principio fu il centro commerciale cinecittadue.

Correva l’anno 1988 quando sulla via Tuscolana, angolo Viale Palmiro Togliatti già Via Subaugusta, andava in scena l’inaugurazione del primo centro commerciale di Roma.

Sì sì era il primo, poi vennero i fratellini Ai Granai, Auchan, chiamato Ocalan dal mio amico Fabio storpiatore di nomi,  fino ai centri commerciali dei giorni nostri che continuano a moltiplicarsi.

Euroma 2, Porta di Roma, Maximo, Parco Leonardo, Romanina, Tor Vergata ma su uno in particolare è legata la vita del mio quadrante, il mio morso di Roma.

Roma Est.

Era circa il 2002 quando inizio a frequentare spesso via di Salone per andare a vedere la buca dove sarebbe sorta la nostra casa, ovvero, quella che pensavamo diventasse il nostro focolare domestico.

Che poi mettere focolare domestico e Cristiano nella stessa frase, fa riaffiorare altri ricordi bruciacchiati, ma quella è tutta un’altra barra.

Si arrivava sulla Collatina ed ad un certo punto iniziammo a vedere un andirivieni di camion, ruspe e pannelli di cantiere.

Prima che fosse finita casa nostra, il centro commerciale Roma Est era pronto per aprire, col suo bel parcheggio multipiano facile ed intuitivo, un casello autostradale ed una viabilità con stradoni, rotonde e diversi punti di accesso da far invidia a John Baker e Frank Poncharello, i famosi CHiPs

Ma oggi che significa andare a Roma est con una moglie bellissima e 2 figli adolescenti?

Significa che noi padri restiamo fuori.

Ci mettono i cartelli che un papà, un marito con o senza carrello del Panorama, resta fuori.

Resta fuori a scrutare, a cercare compagnia dal suo smartphone.

Per cui fateci caso, fuori dai Pull & Bear, dai Tezenis, dai Primadonna, gli Akiré.

Ci siamo noi.

Cristiano e i suoi fratelli.

Allora cosa c’è di peggio di un pomeriggio al centro commerciale?

Un pomeriggio all’Ikea ?

Il centro commerciale almeno copre + settori merceologici, c’è un maxischermo per vedere un pò di calcio.

C’è Piazza Italia che però si è poi imborghesito ed allora c’è Primark che almeno mi dà l’illusione di acquistare abbigliamento a buon mercato per tutta la famiglia.

Pigiama, magliette sotto, magliette logate, felpe, ciabatte e calze a rete che han preso già, il posto dei calzettoni.

Sempre meglio che tornare a casa con un piumone da letto nuovo che non serviva, un cuscino nuovo di cui si poteva fare a meno, acquistare bicchieri da acqua, vino, birra, piatti di plastica per cambiare quelli che già abbiamo dal 2005 ed ancora assolvono al loro compito.

Dunque ormai quando dico a superdany, tesoro questo San Valentino ti porto fuori all’Ikea, la risposta non è pari alla sofferenza che mi procura proferire le parole pertanto registrando la timida reazione allora ripiego in un alternativo; “ok ti porto a Roma Est?” e gli occhietti di Dany si riaccendono, soprattutto nei periodi coi saldi in corso.

Dunque il nostro parcheggio è lato McDonald’s o di più recente lato cinema che uscendo lato Collatina mi risparmia l’immancabile traffico da collo di bottiglia alla rotonda dovuto alle vetture che vogliono uscire opposte a quelle che invece vogliono entrare nel centro commerciale.

Ci ho messo anni a capire la miglior via d’ingresso e via di fuga, dunque ricordatevelo, se potete, arrivate da via Collatina, fate il sottopasso dell’autostrada e poi prendete la rampa a destra che va verso scarico merci e poi prima dello scarico merci entrate a sinistra seguendo le indicazioni verso il cinema.

Gioco da ragazzi.

Dopodichè la famiglia si sparpaglia

Matteo va in libreria, reparto manga e poi Mediaworld prima che lo mutilassero dell’Apple Store.

Matilde invece si dà alla macchia, incontrandosi con qualche amichetta, andandosene a zonzo da sole, giocando a fare le grandi indipendenti, a fare acquisti, selfie e video ad uso e consumo di tic toc.

Appuntamento tra due ore 18.30 davanti al cinema ok?

io e Dany ci rechiamo al Primark ma ben presto anche le nostre strade si dividono per poi magicamente reincontrarsi nella zona casse dove lei mi chiede con aria suadente “mi paghi ste 2 cose?”

Pago quasi volentieri.

Come dicevo, uscire dal Primark con una decina di articoli a poco prezzo mi rende un buon servigio a livello psicologico ma poi purtroppo ci sono altri 200 negozi da passare al vaglio ed inizia da quel momento un dentro fuori.

Ma per me ed i miei colleghi di genere maschile inizia un pellegrinaggio che ricorda molto da vicino la passeggiata al divino amore con le fermate prestabilite.

ed eccoli i miei compagni di smartphone, che fate voi ? controllate le vostre scommesse alla snai, scorrete compulsivamente tic toc o come me, rinfrescate il vostro facebook per vedere se ci sono nuovi aggiornamenti e notifiche o chissà se anche voi vi soffermate sui reel ammiccanti delle ragazzine, pressappoco coetanee delle nostre stesse figlie.

e niente ragazzi, spero che il vostro smartphone vi abbia restituito una qualche rara forma di soddisfazione perché dal mio, nessuna buona notizia dal fronte occidentale ed allora nella mia immaginazione riecheggiano i versi parafrasati di una canzone di parecchie primavere fa:

“sabato sera normale a Roma est

e c’è di bello che è aprile e non piove più

è più di un pò che non scrivo più lettere

ma va da sé che domani è domenica

e altre novità qui da noi sono che 

quel che voglio non c’è…”

Domenica, che ci porta sì riposo ma anche tante ansie perchè le cose non si risolvono da sole o almeno non tutte.

La domenica è troppo breve per risolvere tutti i tuoi problemi ed allora risolvine almeno uno, poi esci a respirare o fai lo cose che ti fanno stare bene, il resto arriverà.

E se sto così sarà la primavera ma non regge più la scusa no nooo

Solo che pensavo a quanto è inutile divagare

ma vuoi dirmi come questo può finire?

Come può finire, io, non me lo so spiegare 

ma di sicuro so 

dove va a finire

Al centro commerciale.

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