94 – IO, CLARA E L’OSCURO

ovvero il mio malcelato omaggio a Francesco Nuti

Da un pò di anni Casa Roscani/Parziale è okkupata a turno da un felino.

In principio fu Sally, omaggio ad una delle più belle poesie rock del firmamento musicale italiano.

Bella, altera, grigionera a tinta unita, la classica gatta a passeggio sui cornicioni, sulla balaustra della ringhiera del balcone, sul tetto che scotta.

Poi arrivò Mila, segno distintivo: 4 naturali pedalini bianchi in fondo alle zampette.

Poi arriva il turno di Clara, bianca come la neve assolata.

A Clara piace dormire dentro la cesta dei panni

A Clara piace dormire ai piedi dei letti principalmente di Mati e poi il nostro, lato Dani ed a volte anche dal mio lato.

A Clara piace dormire.

E mangiare.

Clara, la mattina, per non disturbare non miagola, non mette mai niente che possa attirare attenzione salvo  iniziare a farsi le unghie sui lati in pelle del letto.

Eko pelle per non essere tacciato di anti ambientalismo.

Poi, non appena accenno al gesto di scoprirmi dalla coperta, inizia a miagolare per chiedere di essere rifornita di cibo, acqua o pulire la sabbietta dei suoi bisogni.

Ma quasi sempre mi fa segno di seguirla verso la ciotolina dei croccantini.

Inizia a strusciarsi sui miei polpacci, che tra l’altro dal punto di vista del mio ego maschile è anche lusinghiero.

Pertanto tu amica Clara mi consoli, perché ci ritroviamo nel bagno sempre soli.

Tu a mangiare ed io a minzionare. 

Per il resto è una convivenza abbastanza inutile; la vedo/osservo fare cose strane in posizioni molto poco naturali alla vista di un occhio umano, secondo i canoni dell’umana intelligenza.

Abbiamo un gioco in corso io e lei, anzi è un gioco tra Clara, me e la borsetta di Matilde bambina di Frozen.

Senza un calendario preciso, ogni tanto trovo la borsetta a terra e la rimetto nel posto che le abbiamo riservato.

Ogni tanto, poco dopo, la ritrovo a terra ed io la rimetto sù 

Mi sembra che a lei piace questo gioco di ruoli.

Una sfida di perseveranza ovvero vediamo se l’umano è più perseverante di me e sembra quasi le sia venuto a noia, in quanto sarà un mesetto, che non trovo più la borsetta a terra.

Penserete magari la tirano su gli altri familiari membri; ah ah ingenui che teneri! vi adoro.

Ma la cosa che veramente mi fa paura di Clara è che per iniziare a miagolare ovvero il suo modo per dire “che c’è da mangiare?”, aspetta solo me.

Sicuro direte ma va là che ne sai quando non sei in casa se non lo chiede ai presenti?

Vero ma allora spiegami perché la mattina Mati si sveglia alle 5.30 per prepararsi e Clara si aggira per casa senza miagolare?

Si fa le unghie sì, ma non miagola.

Appena a me vibra la sveglia alle 6, lei inizia a miagolare senza soluzione di continuità.

Io inizio le operazioni per fare il caffè lei ancora miagola, dopo il primo sorso al caffè lei ancora là che miagola e mi si struscia.

Ed io le parlo. 

Perché parliamo ai gatti?

I gatti se ne fottono che noi parliamo loro.

Perché continuiamo a parlare loro?

Un pò come chiedersi perché continuiamo a chiedere ai figli adolescenti di tenere la cameretta ordinata.

Lei miagola come dire non me ne frega un cazzo di quello che tu umano senza peli in testa hai da dirmi. Tu devi solo assolvere alla funzione di nutrirmi.

Cara Clara posso sopportare che non servi ad un emerito cazzo in casa, ma almeno da buona gatta da Facebook, aiuta sto umano con più peli sulla lingua che sulla testa, a sfrantumare l’algoritmo suvvia.

Ok Cri, simpatica la barra su Clara la gatta, Clara la chiatta, ti metto il like ma l’oscuro dov’è?

Mi serviva un titolo carino così ho anche reso omaggio a Francesco Nuti che mi piaceva e poi in tema Clara, l’oscuro è il nulla cosmico che ottenebra il suo vivere…ad occhio (umano) e croce.

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