93 – DOLORE E PSICHE

Questa è una barra triste

Avete presente quando un dolore intangibile ma incommensurabile vi attanaglia che vi sentite una insensata stretta all’addome?

Stai bene fisicamente ma una triste notizia ti inizia a far vacillare e metti due dita sullo sterno alla ricerca del cuore che inizia a palpitare più del necessario e cerchi di dirgli con le dita “hey amico! stai calmo è tutto ok”

Questa è una barra triste 💔 

Ci sono luoghi della nostra memoria visiva e luoghi della memoria dei nostri sentimenti.

La memoria visiva di questa barra mi riporta essenzialmente in 3 luoghi geografici romani.

Il vialone di Tor Bella Monaca nel punto dove c’è un Mc.

La spianata di Tor Vergata dove c’è il crocifisso.

Il GRA in carreggiata esterna, tra Laurentina ed area servizio Ardeatina.

18/01/2012 era un mercoledì.

-3° questa è la temperatura che segna la mia yaris all’accensione del quadro.

Alle 5.45 mi metto in viaggio come ogni mattina direzione Anagnina verso il parcheggio di scambio.

Alle 6 puntuale RAI radio uno arriva il segnale orario ed il GR1 a seguire.

Le solite notizie, crisi di governo, venti di guerra, luce e gas in aumento e poi la cronaca.

Incidente stradale sul Gra alle prime ore del giorno. 

Perdono la vita 5 ragazzi tra i 20 ed i 22 anni.

Col cervello ancora annebbiato delle prime ore del giorno, penso tra me e me e dico “uh non conosco quasi nessuno di quella fascia d’età”

i miei figli hanno 6 e 3 anni. I miei nipoti 16 e 12. 

Penso allo strazio delle famiglie e degli amici, penso al presentimento di quei 5 padri e 5 madri, fratelli e sorelle non vedendoli rientrare e trovare i loro cellulari irraggiungibili ed anche dei loro 4 amici.

Penso che non ho amici in quella fascia di età o se dovessi averne quali sono le probabilità che siano proprio loro?

Penso che neanche i miei amici miei coetanei hanno figli così grandi dunque arrivo ad anagnina parcheggio e mi metto seduto sul primo treno della metro A direzione Barberini e provo un non so che di sollievo nel pensare che la tragedia appena ascoltato alla radio non mi riguarda. 

Mi rattrista ma non mi riguarda.

Inizia la mia routine. La mia giornata lavorativa è atipica in quanto l’hotel è chiuso alla clientela; è in ristrutturazione dunque solo operai, muratori, idraulici, elettricisti.

Qualche mail ereditata dal turno notte cui do il cambio, il centralino tace salvo poche sporadiche telefonate commerciali per venderti la qualunque.

Eccone una, squilla, hotel B buongiorno sono Cristiano posso esserle utile?

Cristià!

Oi tesò!

Niente è solo mia moglie Ma ha una strana voce cupa graffiata.

Ma tesò che c’è? Come mai mi chiami al lavoro? E così presto che è successo?

I bambini le creature stanno bene?

È morta Emilia…..

Silenzio

E pure Mario.

Ma come quando perché?

Un incidente.

stanotte

sul gra

Emilia figlia di Carmela cugina di Dani, come una sorellina minore, ed il suo fidanzato Mario.

Mario il ragazzone buono e gentile che tanto ricordava me alla sua età.

Pochi mesi prima ero andato con loro da un notaio vicino Barberini a leggere un atto di acquisto della loro prima casa insieme.

Non c’è più nulla se non qualche ricordo che Dani cerca di lasciare acceso e che mai si potrà spegnere, c’è Emma bambina del fratello Giovanni il cui nome ricorda le iniziali di EMilia e MArio.

Ci sono Carmela e Claudio, genitori amputati della loro prima figlia.

Nonna Emilia il cui nome dato alla nipote doveva vivere oltre e non morire prima di lei.

C’è Patrizio e Teresa genitori di Mario e gli altri 6 genitori e gli altri fratelli sorelle amici e tutta l’opinione pubblica scossa tanto da fare i funerali sulla spianata di Tor Vergata che non vedeva tanta gente dal giubileo del duemila.

Poco lontano il Mc sul vialone dove lavorava Mario ed altri di loro.

Un pò più lontano quel punto del gra dove la morte è arrivata a prenderseli, non li stava aspettando là come succede nel 99% delle morti stradali, ma una serie di coincidenze ha fatto sì che loro si trovassero là in quel punto in quel momento in cui la morte passava di lì, ed il modo ancor ci offende.

All’interno di un abitacolo di una piccola citroen C3 in sosta temporanea sulla corsia d’emergenza, fermati da una volante della polstrada per un banale controllo, travolti da un furgone il cui conducente, colpito da colpo di sonno, si è svegliato solo dopo l’inevitabile impatto, come guidato da un joypad del destino.

 

Ciao Mario Shrek gigante buono.

Ciao emiliuccia.

Manchi.

3 commenti su “93 – DOLORE E PSICHE”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *