89 – GLI ALTRI CHE NE SANNO

Zagarolo - Parigi ANDATA E RITORNO in 60 ore

State per leggere una cosa assolutamente innovativa per voi che siete abituati alle mie mirabolanti barre piene di effetti speciali, colpi di scena e repentine inversioni di fortuna che tengono il lettore incollato allo smartphone.

Domenica sera siamo rientrati a casa, Zagarolo città.

Un passaggio obbligato prima a FCO che incredibilmente non ci ha riservato nessun supplemento di sorpresa, anche grazie alla legge dei grandi numeri che recita specificatamente che se ti hanno smarrito, rotto e poi distrutto in ordine tassativamente sparso, la stessa valigia negli ultimi 2 voli che essa ha fatto, non poteva capitare nulla di peggio prendendo il terzo volo.

In realtà, la ex valigia blu è rimasta a Rue Dagobert all’Ibis Mairie de Clichy, per una congiunzione astrale, poco lontano da dove Apple ci dice, sia avvenuta l’ultima connessione dell’iphone di Matì che vi ricordo, per i più disattenti, era stato indebitamente fatto passare dalla tasca di giacchetto del legittimo possessore ad un altro ignoto.

Ignoto proprio come di madre ignota è colui che ha compiuto l’impavido gesto.

S’è capita o vi faccio un disegnino?

Comunque dicevo, la settimana post Parigi ci riproietta nella routine e dopo che FCO questa volta ci ha voluto graziare ed il nuovo borsone imbarcato in stiva, è uscito nei tempi incredibilmente veloci e senza altre rotture, recuperiamo la Duster dal Parking A ed a bordo di essa, recuperiamo l’autostrada Roma-Fiumicino, destinazione Zagarolo. Zagarolo città.

Sai avessi detto che dalla tour Eiffel passavamo al Colosseo uno dice vabbè, abiti a Roma, non t’è andata proprio male nella vita, però abiti a Zagarigi o Parigiolo o ricordate Zagarmuda della barra 60, na trentina de barre fa? 

Ah no? Me toccherà rinfrescarvi la memoria cari lettori vicini e lontani.

Vediamo se riesco a smette di divagare ed arrivare al fulcro di questa inutile 89esima barra.

Dicevo che Daniela lunedì pomeriggio rientra in turno da Leruà Merlin mentre io ed i ragazzi ci siamo presi un giorno di defaticante dopo la 3 giorni parigina che sono sembrate 5 per quanto intense le sensazioni ed emozioni che ci ha provocato.

La tour Eiffel, vista de botto svoltando l’angolo di un palazzo, è sembrata quasi cascarci addosso, tanta la sua francese arrogante tracotanza; l’immensità di musei D’orsay e Louvre che tipo la sindrome di Stendhal per poco non ci stendal. (battutona!)

Ma devo aggiungere, abbiamo scoperto una Parigi accogliente dal minuto zero, con la signorina italo parlante al desk informazioni di Orly airport, fino al tassista che da Montparnasse ci ha ricondotto nel medesimo luogo di partenza.

Abbiamo rischiato di perdere l’imbarco perché avevano cambiato il gate e ci era sfuggito l’annuncio ma siamo anche già allenati a quello quando, io e Dani da Milano a Colombo via dubai, ci recavamo in viaggio di nozze e senza marca da bollo sul mio passaporto

Ma Cristiano/aeroporti è tema già lambito che dovremo prima o poi affrontare ed approfondire.

Comunque dicevo, lunedì defaticante e tra le varie attività tipo comprare il pellet e portare la yaris a revisione ci scappano i soliti 5 minuti a pubblicare questo vizio che non voglio smettere mai e cercare visibilità e qualche consenso sul gruppo visitare Parigi, diventato il mio secondo passatempo preferito…lo so cosa state pensando 🤬

Insomma, nemmeno il tempo di condividere tra il semiserio ed il faceto la nostra avventura misto disavventura parigina che la Dany mi manda un link.

“Criiii hanno scritto di noi e pubblicato la foto dello scontrino del ristorante  su un articolo!”

Il mio scontrino delle 2 perrier ha finito per diventare trend topic 🤣

L’estensore dell’articolo ci ha un pò ricamato sopra ma ovviamente decontestualizzato dal diario semiserio de LebarrediCristiano ci sta.

“Buonasera Armando sono il protagonista del suo articolo odierno su tutto notizie. La ringrazio di avermi citato nel suo articolo. Tuttavia tengo a precisare 2 cose essenziali. Ho trovato una Parigi piacevolmente ed inaspettatamente accogliente. Il prezzo dell’acqua era sul menu pertanto ho ordinato consapevolmente. Spero che comunque leggendo il mio racconto lei abbia colto che non mi sono sentito truffato né dal ristoratore né incredibile a dirsi dal borseggiatore.”

Mi ha risposto ed abbiamo convenuto che le nostre vicissitudini potevano essere catalogate come le più banali fregature per turisti però ricondotte all’interno di un frullatore come il web, non ne uscivo granché bene.

Alla fine abbiamo percorso 52 km a piedi e scarpe e fisico hanno retto.

Alla fine abbiamo speso 16 euro per acqua minerale una cena e zero quella dopo, per cui una media di 8 euro a cena e già i contorni della trappola per turisti si sfumano.

Alla fine abbiamo lasciato una carcassa di valigia da smaltire ai francesi.

Alla fine un iphone rigenerato e già molto segnato dalla vita era quasi arrivato a fine vita tecnica, dispiace più per le foto all’interno.

Ma Matilde ha solo 14 anni.

Ha già voltato pagina, anzi ha già un nuovo amore su cui scorrere i suoi polpastrelli.

Diglielo tu Mati 

che gli altri che ne sanno di Parigi.

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