88 – DANY IN PARIS e MATI’ NEL METRO

Acqua, iphone, valigia e pariginerie varie

Jour Zero

Ho preso 2 settimane di ferie e destinare 3 giorni ad un viaggio.

Parigi 2024 è iniziata il 23 dicembre 23, ricordate ?

Se ne era accennato appena 12 giorni fa nella prima barra dell’anno, la 86 

Oh era solo 2 barre fa!

Non potete averla già dimenticata.

Il regalo di Natale di Daniela…vi dice niente?

Insomma, il 23 dicembre o andavo a comprare il regalo di Daniela o stavo sui siti di compagnie aeree a cercare la combinazione voli andata/ritorno più conveniente.

Il primo dilemma che mi si propone è FCO o CIA ?

Mr. O’Leary mette un volo da Ciampino alle 6 che arriva ad un aeroporto che definirlo di Parigi …vabbè lasciam perdre 

Sarà più o meno come quando nelle crociere nel mediterraneo scrivono Roma e poi ti ritrovi turisti coi berrettini da baseball a spasso per Civitavecchia chiedere la strada per Fontana di Trevi.

Allora tutto sommato una low cost ungherese che mette un volo da FCO alle 6.40 potrebbe fare al caso nostro.

Ci penso un pò.

Sarà ancora me contro FCO.

Pronunciata alla francese.

Ef-se-ò con l’accento sulla o

Un complicato rapporto tra pesi e contrappesi, bagagli in eccesso, bagagli a mano, in ordine sparso come anche i nostri 4 posti, assegnati a casaccio da un algoritmo.

Un algoritmo moderno per dirla alla José Mourinho. (sottile riferimento calcistico)

Insomma, ci siamo quasi, ancora poche ore di pseudoriposo e le barre goes avec Dany in Paris e Matì nel metrò.

Ci siamo quasi; cena con pizza alla pala del DEM prestissimo, sveglia alle 3 di notte, in macchina alle 4, check in alle 5, una valigia in 4 da checchinare in stiva, take off 6.40 e crew ready for landing alle 9.05

Ma Paris Orly, mica all’aeroporto di ripiego.

Oh poi non venitemi a rimproverare che ho scelto l’hotel fuori Parigi perché ho le braccine corte.

Alla fine, come dicevo ai miei ospiti che si lamentavano che la loro camera non avesse vista, Roma è là fuori e non dentro una camera di hotel.

Perché Parigi dovrebbe fare eccezione?

E sarà dolce perdersi nelle sua fitta rete del metrò tra storia ed arte.

“Parigi è solo un sogno, Gabriel è solo un ombra, Zazie è l’ombra di un sogno e tutta questa storia il sogno di un sogno, l’ombra di un ombra, poco più di un delirio scritto a macchina da un romanziere idiota.”  Raymond Queneau 1959

Non vi ricorda qualcosa e qualcuno?

Bienvenus dans l’inutil monde des barres de Cristiano, con l’accento sulla o.

Jour 1

Rieccoci a FCO questa volta tutti i 4/4 dei Parziale/Roscani.

Parking A col telepass e poi dentro a piedi nel cuore del Terminal 1 e mentre salutiamo i nostri 20 kg di valigia dirigersi nella pancia di FCO attraverso il nastro del check in, c’incamminiamo verso l’imbarco.

I miei viaggi ricordano in senso molto figurato una relazione amorosa. Si passano settimane a programmare i dettagli che si possono programmare per cui dopo il volo, si passa alla scelta del riparo notturno.

Ho preso info qua e là, stabilito il mio budget per dormire in un rapporto qualità prezzo location, distanza dalla stazione del metrò e recensioni tripadvisor e prenotato en fin.

Poi sono passato alla cultura. Prenoto il Louvre e con esso una guida privata solo per noi 4 ed in questa attività Facebook mi è stata di fondamentale aiuto, alla faccia sempre di quelli che demonizzare tranchant ogni minima cosa partorita nei social.

Poi vedo che il museo d’orsay …ma forse, anzi senza forse vi sto annoiando allora basta coi preliminari, Parigi è qui che ci aspetta a braccia ed altro aperte per essere penetrata. Speriamo di durare e non venire alla prima tour eiffel che vediamo.

A proposito, i 20 kg di vestiti sono arrivati con noi ma la valigia è arrivata giusto per spirare l’ultimo anelito del suo perché.

Arrivata sgarruppata a tal punto che la porterò al pere lachaise e la lascerò là accanto alla tomba di jim Morrison e di edith Piaf ed insieme canteranno you know the day destroys the night, night divides the day.

Ho visto Parigi e tanto mi basta.

Jour 2

Secondo giorno a Parigi ma sembra di essere qui da sempre. Ieri a parte una famosa terrazza panoramica delle gallerie lafayette chiusa ed un litro di acqua perrier da 9 euro a cena tutto bene. I giacchetti pesanti, le sciarpe ed i cappelli romani hanno tenuto botta al freddo transalpino con punte di -3 quando è calato il sole al tramonto.

Anche la famiglia di geni si è comportata abbastanza bene a parte il refrain ricorrente di superdany tra un c’ho freddo e c’ho fame a volte sincopati e ripetuti all’infinitesima potenza. Ma l’ormai educato orecchio di Cristiano smista le onde sonore e scarta automaticamente le frequenze ripetute e nemmeno le manda più al contenitore che elabora i contenuti che valga la pena elaborare.

Se vogliamo trasporre questo processo diciamo che certe frasi di quell’essere vivente delicato, amorevole e bisognoso di attenzioni, che chiameremo per comodità moglie, vanno nella cartella spam senza atterrare nella posta in arrivo.

Vendo il prezioso brevetto. No perditempo.

Ma torniamo a Parigi e Matì nel metrò ci sguazza fantasticando che anche a Roma la metro potesse velocemente trasportare in improbabili luoghi non serviti tipo Trastevere, Foro Italico o chessò una diramazione della linea A che da subaugusta porti direttamente sotto casa di nonno Massimo.

In tutto ciò abbiamo stabilito che la metro del nostro hotel Mairie de Clichy facendo le dovute proporzioni, equivale ad alloggiare in un hotel o b&b di Ponte Lungo riducendo Roma in scala 1 a 10 rispetto alla grandeur parigina.

E Matteo? Vi domenderete dove sta Matteo?

Matteo, un po’ come Boninsegna al mondiale di Messico 70 deve ancora dare il meglio di sé. Fa capoccella nei momenti topici più vicini agli orari dei pasti per poi tornare nel suo sardonico guscio ma sono sicuro che Parigi lo sta mettendo a dura prova.

Per il momento regge vedremo jour 3 che cosa ci restituirà alla fine del giorno.

Jour 3

Ci svegliamo al grido di “piiiickpockeeets” in quanto sappiamo che Parigi fa concorrenza a Roma. Ma sarà che quello zaino in spalla e la mappa di Parigi aperta, tradiscono il nostro essere di passaggio ed in quanto tali, vulnerabili. Troppo vulnerabili per ricordarci dei piiiiickpockeeeeets e così quando diciamo the iphone is in the pocket, il francese della linea metro 13 in salita a place de Clichy, scende alla stazione dopo con un iphone in più di quando era salito…

Il resto della giornata scorre un po sottotono per l’allontanamento involontario dell’iphone di Matì nel metrò, ironia della sorte.

L’acquisto di un pò di ricordini, la visita guidata al Louvre con la guida privata Claudia, la cena in un ristorante storico vicino Les Halles e poi la crociera sulla Senna rimettono parzialmente in pace l’umore della crew.

Anche aver visto una frizzante da un L non addebitata sullo scontrino della seconda cena, ci consola dei 16 euro spesi in acqua minerale la sera prima.

Dunque ricordiamoci che se a Palermo non dobbiamo toccare le banane, a Parigi l’acqua minerale può uccidere le tue finanze.

Ma basta chiedere une gratuite carafe d’acqua di rubinetto, sappiatelo ora.

Ma niente, ancora una notte ci addormentiamo con un tarlo che mi ritarda l’addormentamento di 30 secondi.

Siamo ancora senza una valigia bis per il ritorno di 20kg di roba.

20 kg, roba, aeroporto…andrà tutto bene!

Dernier Jour 

Ci svegliamo con la sensazione che trovare una valigia di domenica mattina a Parigi non sarebbe stato facile ma non impossibile.

Vediamo come prosegue una giornata piena di ? su cosa riusciremo a vedere del nostro piano itinerario smonto la baracca e via,  guarisco i tuoi mali, risolvo i tuoi guai, il mio indirizzo è la follia; pertanto, l’idea di arragguppare la valigia che sembra uscita da un film di un disastro aereo ovviamente dopo il disastro, prende quota.

Ah ah prende quota…l’avete capita?

The B plan, il piano B.

Sempre avere un piano B, mi ha insegnato il mio mentore professionale.

Nel lavoro come nella vita.

Chissà se ce la faremo, anzi chissà se ce la farà la valigia, noi e quello che essa conteneva, comunque sia, comunque vada, dobbiamo riessere sul volo che ci rivola back to fco.

Ma le dernier matin a Montmartre, sulla salita verso il sacro cuore, ci ridà la speranza nel prossimo nostro e che un venditore di souvenirs che si rispetti, debba avere anche del borsame e valigiame a buon mercato.

Mentre Matteo rivive le gesta di un episodio della saga dei film di John Wick sulla scalinata del sacro cuore, io chiedo ad indigeni sbigottiti che fine abbia fatto la tour eiffel che era semioccultata da un alberello. Passiamo davanti una casa che qualche buontempone sui social ha pensato bene di chiamarla “storta” e farne quasi un imperdibile patrimonio dell’UNESCO.

Visita alla panetteria di Marinette per comprare il pranzo. Marinette meglio nota come Lady Bug di Miracolous.

Ancora niente? 

Fa nulla. Chi sa capisce di cosa parlo.

Insomma abbiamo cercato di dominare, imbrigliare ed addomesticare Parigi ma credo che abbia vinto lei, facendo una conta approssimativa delle cose che avevamo pianificato di vedere ma che non abbiamo invece visto.

Però è stato bello tra treni, metrò, battello, taxi, funicolare, orlybus, ci è mancato solo prendere il risciò ed un velocipede a 4 posti ed avremmo fatto tutti i mezzi di trasporto acqua terra aria.

Aria di casa che rirespiriamo, grazie alla stessa low cost ungherese rifacendo rotta destinazione Zagarigi.

Non prima di vedere Dany fare salotto e scambiare gli instagram coi controllori del metal detector di Orly, interessati ai suoi molteplici braccialetti e forse anche a parti anatomiche chissà, non mi sorprenderei.

Alla fine la fanno passare.

Siamo pronti.

Crew ready for take off.

Lasciamo il suolo di Francia al quale però noi, lasciamo in eredità  un messaggio nella bottiglia Perrier da ½ litro a 7 euro:

Si vous trouvez mon téléphone appelez nous svp au 0147375424 hotel ibis style mairie de clichy 14 rue dagobert 92110 Merci.

Merci a tutti voi per averci seguito in quest’avventura delle barre goes to Paris.

E per usare 2 francesismi di uso comune nel nostro quotidiano:

Da oggi si torna alla routine.

Da oggi si torna a Leruà Merlæn. 

(pronuncia originale ottenuta da un operatore del battello sulla Senna)

1 commento su “88 – DANY IN PARIS e MATI’ NEL METRO”

  1. Caro Cristiano o dovrei dire caro Parigi l’importante è mangiare anche se bisogna fare uno sforzo economico. Comunque come hai raccontato la vostra bella esperienza stavo sul divano mentre leggevo la barra ma la mente era lì 🥰

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