86 – PARIGI VAL BENE UNA MESSA

ovvero l'86° arrondisement, pardon 86^ barra

“Che vorrebbe significare?” 

Fa Daniela con aria interrogativa misto inquisitoria.

Ma non lo so, a volte dico frasi fatte a casaccio perché mi piacciono come suonano nella speranza che siano anche pertinenti alla discussione.

In questo caso, rifletto velocemente poi e realizzo con altrettanta velocità che era doppiamente pertinente.

Taluni obietteranno che riflettere velocemente è in antitesi con Cristiano. 

Un ossimoro direbbero i colti.

Ma io controbatto che non è la riflessione che mi fa difetto ma l’enunciazione orale.

Sto per rivelarvi una cosa di cui non vado fiero ma avete letto di molto peggio in questo percorso narrativo..

Non ho fatto il regalo di Natale a Daniela.

Ecco l’ho detto.

Ho fatto coming out.

Sono un disastro quando si tratta di fare regali.

Poi quando si tratta di natale vado proprio in ansia da prestazione, per cui cercavo di intortare ed indorare la pasticca che, come recita l’adagio, per avere una lauta ricompensa occorre fare delle rinunce e più la rinuncia è sostanziose maggiore sarà la ricompensa.

E nel caso specifico, Parigi non era buttata lì per caso: si va a Parigi.

In questa occasione la rinuncia affinché la messa parigina valesse effettivamente la pena, è il regalo di Natale 2023 di Daniela.

In realtà come regalo di Natale, il 24 dicembre ci rechiamo al centro commerciale La Noce per acquistare un anonimo giacchetto da Zuiki. L’ennesimo giacchetto nero di Daniela.

Ma io dico, anche le stagioni della moda e del ben vestire, sono un rigoglio di colori ma l’armadio di Daniela è differente; è talmente immerso nel nero che anche in pieno giorno assolato, occorre accendere una torcia per distinguere uno capo d’abbigliamento dall’altro.

Ma lei ha un talento per riconoscere e districare la matassa impilata informe di tessuto nero del suo, ex nostro, guardaroba.

Ma torniamo a Parigi e la sua messa.

Insomma io che cerco di intortare la storia a Daniela 

Dunque il mio amico che tutto sa, Google, conferma che Parigi val bene una messa è calzante e definisce il confine della conversazione della serie film Fight club:

“questa conversazione è finita.”

Avete presente le pubblicità martellanti riproposte a martello pneumatico?

In me scaturiscono 2 reazioni.

Totale rifiuto, ovvero non comprerò mai nulla di quella marca, oppure però se la musichetta dello spot è di quelle che mi piacciono, cado nella ragnatela.

Le richieste slash pretese dei miei figli non sono troppo dissimili.

Ha iniziato Matteo coi suoi laptop e PC fisso passando per molteplici consolle di videogiochi siano esse portatili o meno.

Mati prosegue il trend con prodotti di telefonia mobile col logo della mela mozzicata, passando per richieste di destinazioni di viaggi.

Sebbene sulla Apple, le pubblicità siano abbastanza fighe, suppongo,  anche perché abbiano destinato un congruo budget ad una buona consulenza di comunicazione, sul viaggio al contrario, le mie già poche residue difese immunitarie, crollano.

Ho sempre detto ai miei figli i miei 3 capisaldi su cui occorre sempre destinare un pò di spesa familiare.

Mangiare bene.

Leggere.

Viaggiare.

Ormai penso e parlo come il maestro Miyagi di karate kid, per proverbiali metafore.

Il mio invecchiare è direttamente proporzionale alla mia saggezza.

Che te lo dico a fare che sul viaggiare, sono disposto a fare economia su tutto il resto, anche togliermi un pò di cibo e cenare con pane olio e sale.

Per cui il weekend precedente il natale  della famiglia Parziale, ormai sta diventando una pratica rituale, trascorrerlo lontano da casa.

In tempi barocchi si trascorreva in quel di piazza Barberini per motivi professionali ma da 3 dicembri mi sono riappropriato di questo spazio vitale che solo rifacendolo, mi sono accorto di quanto mi mancasse.

Dunque le richieste di Matteo di andare a Tokyo e di Matilde a Seoul, improvvisamente non sembrano poi così impossibili da realizzare.

Dicembre 2021 Firenze.

Dicembre 2022 Amalfi, uno dei più belli e suggestivi borghi italiani.

Dicembre 2023 Bologna.

A gennaio 2024 alziamo l’asticella con una tante prima volta di molti.

Parigi ?

Che dite? Val bene una messa?

Ma intanto il giacchetto di Zuiki è rimasto appeso sullo stender.

Ci saranno altri giacchetti neri ça va sans dire.

Lo stesso non può dirsi per altre Parigi.

Je ne regrette rien.

2 commenti su “86 – PARIGI VAL BENE UNA MESSA”

  1. La mancata consegna dei regali di Natale si può nobilitare con un “non partecipo all’orgia consumistica che è quello che è diventato il Natale.” Io lo faccio da decenni, nessuna ansia o sensi di colpa prenatalizi

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